Parafarmacie. È il momento di trovare soluzioni condivise

Parafarmacie. È il momento di trovare soluzioni condivise

Parafarmacie. È il momento di trovare soluzioni condivise
La politica sa che 1.000 stabilizzazioni di farmacisti titolari di sola parafarmacia porterebbero 2.000 nuovi posti di lavoro, per un totale di 3000 occupati, tra l’altro a costo zero per le casse dello Stato. Per i 400 lavoratori della Whirlpool di Napoli, ai quali siamo vicini, il rumore dei media ha acceso i riflettori del governo; la situazione di tanti colleghi che ci scrivono e che chiudono non è molto distante.

Abbiamo accolto con particolare soddisfazione e fiducia l’impegno del Ministro Speranza sulle parafarmacie durante la presentazione delle sue linee programmatiche.
 
Ho letto nelle sue parole una sincera presa d’atto, così come in tutta la nostra categoria, che il tema delle parafarmacie legata alla professione è direttamente riconducibile al Ministero che presiede. Diverso è l’ambito delle parafarmacie intese come attività di libero mercato, riguardante la liberalizzazione, di chiara competenza del MISE.
 
Ad oggi sono convinto che ci siano tutte le condizioni politiche e di federazione, per dare una soluzione ai temi su cui UNAFTISP lavora. Soprattutto dopo il lungo percorso di confronto con Federfarma unitamente all’arbitrato di Fofi.
Credo che dopo 13 anni sia giunto il momento di porre la parola fine a questa annosa questione.
 
Chiediamo sia alla politica che al Ministro, con il supporto di Fofi e Federfarma, di intervenire con un provvedimento d’urgenza (Decreto Legge) poiché parliamo di una emergenza sindacale grave, oramai non più sostenibile e acclarata.
 
Credo fortemente che in questo decreto debbano essere comprese figure professionali nuove, come, ad esempio e in modo non esaustivo, il farmacista di corsia che può rappresentare una valida alternativa a chi non si sente più di investire ad una nuova attività. Proposta questa avanzata a suo tempo dall’attuale vice ministro Sileri nella presentazione del suo ddl.
 
Oggi a Federfarma dopo la farmacia dei servizi e la concreta disponibilità del Ministro per quanto riguarda remunerazione e rinnovo della convenzione, chiediamo che ci affianchi alla soluzione definitiva del tema riguardante i farmacisti titolari di sola parafarmacia poiché a questo punto non si può ulteriormente derogare e dare una svolta definitiva una volta per sempre, per chi, come noi, ha investito sulla professione.
 
Siamo convinti che la nostra professionalità non può misurarsi con la liberalizzazione della fascia C (già bocciata dalla Consulta, di cui tra l’altro fu firmatario anche l’attuale presidente della Repubblica Mattarella, all’epoca componente della Corte Costituzionale) poiché questa riguarderebbe pur sempre un esercizio di vicinato e non un presidio sanitario e questo per noi è il punto dirimente. Ma se qualora il Ministro competente (che a nostro avviso dovrebbe essere quello del Mise) e la politica decidessero in questa direzione non saremo noi ad opporci pur consapevoli delle conseguenze che potrebbe avere, e prenderemo nel contempo consapevolezza che questa emergenza sindacale non poteva e non potrà essere risolta, per semplice mancanza di volontà.
 
La politica sa che 1.000 stabilizzazioni di farmacisti titolari di sola parafarmacia porterebbero 2.000 nuovi posti di lavoro, per un totale di 3000 occupati, tra l’altro a costo zero per le casse dello Stato. Per i 400 lavoratori della Whirlpool di Napoli, ai quali siamo vicini, il rumore dei media ha acceso i riflettori del governo; la situazione di tanti colleghi che ci scrivono e che chiudono non è molto distante.
Il tempo è scaduto, è necessario agire ora, dimostrando la volontà di far fede agli impegni, ed è necessario farlo ora. Non credo ci saranno in futuro altre possibilità.
 
Daniele Viti
Ptesidente Unaftisp

29 Ottobre 2019

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