Coronavirus. La denuncia della Guardia medica: “Ci lasciano visitare a ‘mani nude’”

Coronavirus. La denuncia della Guardia medica: “Ci lasciano visitare a ‘mani nude’”

Coronavirus. La denuncia della Guardia medica: “Ci lasciano visitare a ‘mani nude’”
Lettera di diffida della Fimmg Ca ai direttori di tutte le Asl italiane sulla fornitura di protezioni: “Siano sufficienti e adeguate al carico di lavoro. No ad accesso incontrollato in sedi guardia medica”. LA LETTERA

“Ci arrivano molte segnalazioni da diverse regioni, soprattutto da quelle più a rischio in questo momento, della mancata fornitura dei dispositivi di protezione per i medici della continuità assistenziale che vengono lasciati a 'mani nude' a visitare pazienti sintomatici”. E' la denuncia del segretario di FIMMG Continuità Assistenziale, Tommasa Maio, che ha inviato una lettera di diffida ai direttori di tutte le Asl italiane chiedendo la fornitura dei dispositivi di protezione personale indicati dalle linee guida per il Coronavirus.
 
“L'invio della lettera si è reso necessario alla luce delle continue segnalazioni che ci stanno arrivando” sottolinea Maio che aggiunge: “Le sedi di continuità assistenziale in molte realtà vengono completamente abbandonate a loro stesse per l'incapacità organizzativa di alcune aziende di gestire in maniera controllata gli accessi. Se continua questo andazzo – senza prevedere un accesso regolato da un triage telefonico e lasciando a mani nude i medici di continuità assistenziale – tra una settimana, nell'interesse primario dei cittadini oltre che dei medici, sarà necessario mettere in quarantena tutti i colleghi delle aree a rischio”.
 
Nella lettera di diffida Maio chiede che ai medici di continuità assistenziale italiani vengano resi disponibili “in numero sufficiente e adeguato al carico di visite effettuato” i dispositivi di protezione e che ci sia anche la “fornitura e il ritiro dei contenitori necessari allo smaltimento degli stessi e la disinfezione degli ambienti secondo quanto indicato dalle linee guida”. Il segretario di FIMMG CA richiede inoltre: “l’immediata sospensione dell'attività ambulatoriale a libero accesso alle sedi di Continuità Assistenziale che non sia preceduta da un triage telefonico; l’individuazione di sedi rispondenti ai requisiti di sicurezza” e “la divulgazione delle nuove procedure di accesso al servizio mediante apposita cartellonistica nelle aree di accesso alle sedi e comunicazioni attraverso i media locali” per evitare che utenti sani vengano inconsapevolmente in contatto con pazienti sintomatici.

25 Febbraio 2020

© Riproduzione riservata

Aifa abolisce le note 11 e 84. Niente più rimborso per l’acido folinico, via le limitazioni per gli antivirali (ma con un’assicurazione sulla spesa)
Aifa abolisce le note 11 e 84. Niente più rimborso per l’acido folinico, via le limitazioni per gli antivirali (ma con un’assicurazione sulla spesa)

L'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due determinazioni, entrambe datate 1° aprile, che abrogano altrettante Note Aifa: la Nota n. 11 e la Nota n. 84. Un...

Leucemia infantile. Scoperto il meccanismo che consente alle cellule pre-leucemiche di restare silenti per anni
Leucemia infantile. Scoperto il meccanismo che consente alle cellule pre-leucemiche di restare silenti per anni

Una fusione anomala tra due geni, che non è presente nei genitori ma può avvenire durante lo sviluppo fetale, è all’origine di un’alterazione genetica che blocca la crescita di cellule...

Malattia di Chagas. 8 mln di persone infettate dal parassita, le donne tra le vittime dimenticate e stigmatizzate. I dati Oms
Malattia di Chagas. 8 mln di persone infettate dal parassita, le donne tra le vittime dimenticate e stigmatizzate. I dati Oms

In tutto il mondo si stima che circa 8 milioni di persone, soprattutto in America Latina, siano infette da Trypanosoma cruzi, il parassita che causa la malattia di Chagas. In...

Acqua. Una priorità di sicurezza sanitaria e non solo ambientale. L’Italia ratifica il Protocollo Oms-Unece e rafforza l’approccio integrato
Acqua. Una priorità di sicurezza sanitaria e non solo ambientale. L’Italia ratifica il Protocollo Oms-Unece e rafforza l’approccio integrato

L’acqua come priorità di sicurezza sanitaria, oltre che ambientale. È questo il cambio di paradigma richiesto dall’Onu nell’attuale crisi idrica globale, aggravata da cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità,...