Coronavirus. Zampa: “Il ‘paziente zero’ forse non si troverà mai. Ciò dimostra che dal virus si guarisce o non ci si accorge di averlo” 

Coronavirus. Zampa: “Il ‘paziente zero’ forse non si troverà mai. Ciò dimostra che dal virus si guarisce o non ci si accorge di averlo” 

Coronavirus. Zampa: “Il ‘paziente zero’ forse non si troverà mai. Ciò dimostra che dal virus si guarisce o non ci si accorge di averlo” 
Ad oggi non è stato ancora identificata la persona che per prima avrebbe contratto il virus e contagiato altre persone. Una delle ragioni potrebbe risiedere nel fatto che “il paziente zero” non presenta i sintomi da coronavirus. Per la sottosegretaria alla Salute “questo dimostra un punto che forse ancora non è abbastanza chiaro ai cittadini, il 70-75% delle persone guarisce dal coronavirus o non si accorge di averlo. Avere il coronavirus non significa avere un destino segnato”.

“L'individuazione del 'paziente zero' sta diventando il giallo dei gialli. Secondo me non c'è e non ci sarà. Qui si tratta di un secondo livello, ossia una persona che ha già avuto il coronavirus e che potrebbe essere scoperto solo analizzandolo e verificando così la presenza dell’anticorpo”. Insomma, questa persona, pur avendo avuto il coronavirus, non se ne sarebbe accorta o potrebbe averlo scambiato per una semplice influenza da cui è guarito. E proprio questo rende così difficile la sua identificazione. Neanche lui sa di essere “il paziente zero”. A spiegarlo è stata la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ai microfoni di Radio Cusano Tv Italia.

Ma per Zampa, il giallo del paziente zero va anche letto in una seconda chiave: “Dimostra un punto che forse ancora non è abbastanza chiaro ai cittadini, il 70-75% delle persone guarisce dal coronavirus, anche senza accorgersene, è asintomatico o come se avesse una influenza. Avere il coronavirus non significa avere un destino segnato”.
 
Sul tema della gestione dell'emergenza coronavirus la sottosegretaria Zampa ha spiegato che il Governo sta cercando di porre “rimedio al problema che è dovuto al fatto che la frammentazione delle competenze, in casi come questo, non aiuta”. Per Zampa “è evidente che se ognuno va per la propria strada non viene fuori un bel risultato. Ne siamo consapevoli e già si è assunto un altro percorso. Quando si parla di salute ed emergenze come in questo caso occorre avere grande rapidità, e quindi una sola testa e una grande efficacia nella comunicazione e quindi una sola voce”.

Quanto all’elevato numero di casi, “in Italia – ha detto Zampa – è legato al numero straordinario di test e tamponi che sono stati fatti. Sono certa che il sistema sanitario italiano risponderà al coronavirus sconfiggendolo”.

26 Febbraio 2020

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