Dal 17 marzo al 30 aprile Regione corrisponderà indennità disagio e rischio biologico a sanitari. Intersindacale: “È primo passo” 

Dal 17 marzo al 30 aprile Regione corrisponderà indennità disagio e rischio biologico a sanitari. Intersindacale: “È primo passo” 

Dal 17 marzo al 30 aprile Regione corrisponderà indennità disagio e rischio biologico a sanitari. Intersindacale: “È primo passo” 
Le organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica, Sanitaria e Veterinaria hanno firmato nella tarda serata di venerdi 3 Aprile un accordo che prevede un riconoscimento economico che va dai 25 ai 45 euro per turno di servizio effettivamente svolto destinato a tutti i professionisti e operatori della sanità.

"Un primo, apprezzabile, segnale di attenzione che va oltre la retorica e sostanzia con un atto regionale un riconoscimento tangibile verso i Medici Eroi che tutti amano e pochi difendono".
 
Così l'Intersindacale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria della Toscana ha commentato la ratifica di un accordo proposto dalla Regione Toscana che "interrompe la retorica e passa ai fatti". I medici e i dirigenti sanitari della prima linea covid riceveranno una indennità di 45 euro per turno, per gli altri, che operano comunque con elevati rischi, con pazienti non noti e potenzialmente infettivi, la cifra sarà di 25 euro.

"Abbiamo vissuto anche in Toscana il 'Disastro mascherine' ed assistiamo con preoccupazione alla proposta di emendamenti al Cura Italia che sembrano tesi a salvaguardare le colpe dell’apparato piuttosto che ad alzare l’indispensabile scudo giudiziario che dovrebbe permettere ai professionisti in trincea di avere una protezione giuridica che li difenda dallo sciame di avvoltoi che già, da tutti i social, incitano i cittadini, ancora frastornati da lutti e malattie, a imboccare la strada delle denunce – si legge in una nota -. Una vergogna, quella del penale per la colpa medica che ci accomuna, nel mondo, a pochissimi stati, quali il Messico e la Polonia e che, inspiegabilmente, una politica ottusa, si ostina a difendere. Bene quindi che, al di là delle belle parole, qualcuno decida di forzare le resistenze dell’apparato e metta in campo una decisone chiara, decisione che abbiamo accettato nei contenuti, sicuramente perfettibili, in un contesto che ha imposto tempi contingentati".

"Bene il segnale di attenzione che ci auguriamo venga seguito da puntuali politiche regionali e nazionali di garanzia sotto il profilo della sicurezza (DPI di qualità e appropriati per tutti i sanitari) e che il decreto Cura Italia non si limiti a riconoscerci il diritto a svolgere ulteriore lavoro straordinario promettendo, spudoratamente, di ….retribuirlo(!) ma che difenda veramente il nostro sistema sanitario garantendo organici adeguati e uno scudo giudiziario vero oggi e per sempre", conclude l'Intersindacale.

04 Aprile 2020

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