Coronavirus. Gli Omceo della Calabria scrivono a Santelli: “Su Fase 2 si apra il confronto”

Coronavirus. Gli Omceo della Calabria scrivono a Santelli: “Su Fase 2 si apra il confronto”

Coronavirus. Gli Omceo della Calabria scrivono a Santelli: “Su Fase 2 si apra il confronto”
Un sollecito, dopo che la prima richiesta di incontro da parte degli ordini alla presidente era caduta nel nulla, in vista dell’allentamento delle misure restrittive che rischia di aumentare l’esposizione al contagio. Tra i temi da discutere, quello del "privato puro e convenzionato” che “lavora di fatto in regime di esclusiva” e che “rende ancor più auspicabile un incontro istituzionale” al fine di “restituire, per step ma in tempi brevi, le Strutture Pubbliche alla loro mission”. LA LETTERA

I cinque Presidenti dei Consigli degli Ordini Provinciali dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Regione Calabria chiedono un incontro alla presidente della Regione Jole Santelli e, “pur condividendo le iniziative fino ad oggi da assunte a tutela della salute pubblica per far fronte al grave stato di crisi creato dal diffondersi della pandemia da Coronavirus”, esprimono “rammarico” per il mancato accoglimento della precedente richiesta di incontro in vista della cosiddetta “Fase 2”, che, evidenziano i presidente Omceo, “vedrà i medici e tutti gli operatori sanitari ancora in prima linea ed ancora più esposti” al rischio contagio.
 
Ora, quindi, i presidente Omceo prendono atto della nuova ordinanza, N. 35 del 24 Aprile 2020, ma chiedono di essere ascoltati e avere chiarimenti. “Condividiamo la fase di iniziale riapertura e prendiamo atto delle misure organizzative – spiegano nella lettera di richiesta incontro -, di prevenzione e di protezione, nonché specifiche per la prevenzione di focolai epidemici, per come dettagliato negli allegati dell’Ordinanza stessa, da far adottare anche al privato puro e convenzionato, siamo però preoccupati, che in molti ambiti territoriali, si verificherà l’impossibilità di poter corrispondere alla domanda per ogni tipologia di prestazioni in tempi ragionevoli, anche considerando i carichi di lavoro aggiuntivi derivanti dalla pregressa domanda sospesa e non soddisfatta, nonché da quelli indotti dalle stesse attività svolte”.
 
Per i presidenti Omceo Calabresi, “la consapevolezza che al momento, e chissà per quanto tempo ancora, si sia adottato un sistema ove il privato puro e convenzionato lavori di fatto in regime di esclusiva, rende ancor più auspicabile un incontro istituzionale, per chiarire quali siano i piani ed i programmi che la Regione intende adottare al fine di poter restituire, per step ma in tempi brevi, le Strutture Pubbliche, ivi compresa la Specialistica Ambulatoriale, alla loro mission, attraverso un progetto di adeguamento anche degli organici per la messa in atto di tutti i requisiti necessari, per come richiesto, ed al pari delle strutture Private, ivi compresa la necessità di dare, finalmente, seguito all’effettuazione dei tamponi in tutta la regione a tutto il personale pubblico e privato, nonché la previsione di un programma permanente di verifica e monitoraggio dei requisiti di cui all’allegato 1 dell’Ordinanza 35/2020, e ciò sia a garanzia dei cittadini che dei professionisti. E’ a tal fine che ribadiamo la disponibilità ad una collaborazione operativa”.

“E’ in tale ottica, ma non solo – dicono i presidenti a Santelli – che si rende altresì necessario programmare nel tempo un ridimensionamento negli Ospedali della rete regionale dai reparti COVID allestiti con il sacrificio delle altre specialistiche, nonché delle intere strutture, in quanto ha dato e dà impedimento alla prosecuzione e sviluppo delle attività di più propria competenza ospedaliera in termini sia di diagnosi, che di cura e follow-up, anche posto che il riavvio delle attività di screening poco senso avrebbero in assenza di conseguenziali prese in carico complete (diagnostiche pesanti, interventi chirurgici ecc)”.
 
Gli Ordini sollecitano, infine, il “contestuale potenziamento dell’offerta assistenziale e di ricerca nel campo delle malattie infettive, approfittando della spinta e dei contributi correlati alla Pandemia COVID-19, attraverso l’istituzione di un Centro Unico Regionale COVID-19 nell’area centrale della Calabria, considerato che a Catanzaro è presente l’unica Facoltà di Medicina e Chirurgia e due ospedali Hub – “Pugliese-Ciaccio” e Policlinico Materdomini. Infatti tale centro deve coniugare la ricerca, la formazione e l’assistenza, interagire con tutti gli altri ospedali Hub e Spoke e la sanità territoriale della Regione. Un modello innovativo che coinvolga tutte le competenze specifiche e le migliori energie”.

27 Aprile 2020

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