Covid. Fvm Piemonte: “Non c’è alcun accordo sul bonus. Checché ne dica Icardi”

Covid. Fvm Piemonte: “Non c’è alcun accordo sul bonus. Checché ne dica Icardi”

Covid. Fvm Piemonte: “Non c’è alcun accordo sul bonus. Checché ne dica Icardi”
Il sindacato interviene dopo la nota della Regione che annunciava l’intesa con i sindacati, nonostante la mancata firma di alcuni. Per FVM “la Regione Piemonte ha privato della dignità” una parte dei dirigenti sanitari, “sottoscrivendo un accordo con un’esigua minoranza, spacciata per maggioranza”, Per FVM l'accordo proposto ddlla Regione è “profondamente iniquo e dunque indegno, giacché rende disponibili poche centinaia di Euro netti per ciascun dirigente”.

“Le OO.SS. della dirigenza sanitaria, FVM così come tutte le altre sigle rappresentanti la maggioranza dell’Area contrattuale, escluse soltanto l’esigua minoranza data dalla somma di CGIL,CISL e UIL, che NON raggiungono insieme il 25%, non hanno sottoscritto alcun accordo con la Regione Piemonte checché, inopinatamente, cerchi di sostenere l’Assessore!”. Così la FVM Piemonte risponde alla nota della Regione che annunciava l’intesa con i sindacati sulla ripartizione del bonus covid, con la soddisfazione espressa dall’assessore alla Salute, Luigi Icardi, che parlava di “un’intesa con i rappresentanti della maggioranza assoluta (circa l’80 per cento) dei lavoratori, nell’obiettivo comune di poter effettuare i pagamenti al più presto”.

La FVM Piemonte spiega, dunque, le ragioni del mancato sostegno all’accordo: “I dirigenti sanitari avevano proposto e chiesto che le risorse complessivamente a disposizione, quelle derivanti dai decreti nazionali e quella aggiuntive regionali, fossero ripartite tra Comparto e Dirigenza in modo da correggere le gravissime storture derivanti dai testi di legge nazionale, che hanno accomunato improvvidamente i due settori e non hanno invece fatto la cosa più saggia: indicare le risorse a disposizione come non soggette ad alcuna imposizione, quali e per poche che fossero, così come  sono. A tal fine si indicava la sola possibile equa suddivisione: quella che avesse portato, nella divisione tra Comparto e Dirigenza di quanto disponibile, ad un importo netto medio procapite uguale per tutti. Ferma restando poi la necessità di individuare al tavolo della dirigenza, per quanto di nostro interesse, un’assegnazione congrua. Non certo quella indicata dalle Aziende su una tabella come quella presentata dalla Regione” che, spiega il sindacato nella nota, appariva “impresentabile per la congerie di incongruenze derivanti da un quesito posto male dalla Regione ed al quale hanno risposto peggio le aziende stesse”.

Per FVM è necessaria “un’assegnazione che tenga conto di tutti i dirigenti impegnati nell’emergenza, quelli “in prima linea”, vale a dire quelli che hanno lavorato nei percorsi Covid e quelli che comunque si sono ammalati nonché quelli che hanno dovuto sopperire alle assenze lavorando in grande difficoltà, indipendentemente dal fatto che si trovassero in strutture ospedaliere o territoriali; e certamente anche quelli che “in seconda linea” hanno consentito che le prime linee della “macchina sanitaria” andassero avanti, nonostante i gravissimi errori gestionali, rischiando comunque e vivendo situazioni altresì assai disagiate. Tutti questi dirigenti, seppure in misura diversa, con criteri da individuare adeguatamente, devono trovare un compenso dignitoso”.

“Ma il punto – conclude la nota di FVM Piemonte – è che la Regione Piemonte ha privato, in radice, proprio della dignità tutti questi dirigenti sanitari, sottoscrivendo un accordo con un’esigua minoranza, spacciata per maggioranza che nell’area contrattuale della dirigenza non è; accordo rigettato dai dirigenti sanitari perché profondamente iniquo e dunque indegno, giacché rende disponibili poche centinaia di Euro netti per ciascun dirigente, e perfino in misura inferiore a ciò che percepirà un qualsiasi operatore del Comparto; e ripetiamo, non si chiedeva di più, ma una fettina che, in quanto tale, fosse almeno uguale per tutti! Allo stato, la Regione dovrebbe iniziare a chiedersi se e quale disponibilità, nel tempo a venire, i dirigenti sanitari potranno ancora offrire spontaneamente, come sempre è stato a fronte di poco e nulla negli ultimi anni di crisi, dopo che l’ulteriore abnegazione dimostrata in emergenza viene riconosciuta in modo cosi indegno e svilente”.

27 Maggio 2020

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