Cosa poteva cambiare per i Tsrm (e non è mai cambiato)

Cosa poteva cambiare per i Tsrm (e non è mai cambiato)

Cosa poteva cambiare per i Tsrm (e non è mai cambiato)

Gentile Direttore,
conformemente a certe tematiche lanciate dalla FNO TSRM PSTRP, si legge recentemente in queste ed altre pagine specializzate di presunte nuove vette nell’ambito del ruolo dei TSRM finalmente raggiunte dagli stessi, anche sulla scia delle necessità sollevate dalla odierna pandemia.
 
Premesso che in generale – ed a tutti i livelli – la situazione emergenziale abbia svelato più motivi di inadeguatezza e profonde lacune formative che pregi, ed anche premesso che alcuni motivi professionali siano stati erroneamente attribuiti al ruolo del TSRM da un articolo di alcuni colleghi incaricati di mandati istituzionali cardine, creando motivi di confusione ed indizi fuorvianti (ad es. il «mantenimento delle misure di protezione e prevenzione del rischio clinico e biologico» non può essere accreditato come elemento tipico del TSRM senza sfociare nell’esercizio abusivo di altra professione), vorrei si concedesse spazio anche a coloro che non intendono che i temi di un reale cambiamento possano essere affidati al triste titolo che anni fa imperava tra tesine universitarie e relazioni di congressi. La descrizione della molteplicità ed affidabilità del «ruolo del TSRM» di fatto non può – quindi – essere smerciato come unico elemento di cambiamento.
 
I più importanti elementi di cambiamento, o meglio i mancati obiettivi di cambiamento per i TSRM validi anche, corrispondentemente, per la totalità delle professioni sanitarie non mediche possono essere annoverati come segue:
– dal 2000 la legge sulla radioprotezione relega il TSRM ad un ruolo di mero esecutore, e tale resterà (forse per altri 20 anni vista la recente novella normativa dello scorso aprile) finché le procedure di giustificazione ed ottimizzazione resteranno in capo al medico radiologo, con forti conseguenze in ogni ambito, radiologia domiciliare compresa;
 
– fin tanto che la sentenza 54/2015 della Consulta non verrà superata, di fatto lo Stato continuerà a comportarsi da “caporale” del lavoro sanitario, privilegiando gli introiti dei medici che già godono di guarentigie amministrative “di casta” (giusto caso evidenziate da Covid-19) oggi improponibili;
 
– il recente decreto ministeriale 2018 sulle RMN segna un ulteriore arretramento del ruolo di Infermieri e TSRM che non potrebbero (ma come ogni altro divieto anche questo è ordinariamente disatteso dagli utili idioti di turno delle professioni) gestire nemmeno una diagnosi infermieristica o una diagnosi tecnica (quest’ultima tra l’altro nemmeno esistente, al pari dell’atto tecnico radiologico che dovrebbe affiancare l’atto medico radiologico);
 
– il DM 82 del 14 maggio u.s. mostra un altro motivo di arretramento e non di progresso per tutte le professioni sanitarie non mediche, laddove sia impedito ad esse di insegnare ai loro posteri;
 
– vi sarebbero una serie non indifferente di modifiche di dettaglio da proporre per alcuni impianti normativi: a partire dalla legge 251/00, per finire con i decreti istitutivi: ad es. il D.M. 26 settembre 1994, n. 746 sulla figura e del relativo profilo professionale del TSRM (ove siano ancora assenti le competenze sulle RMN);
 
– anche i Codici Deontologici abbisognano di una “manutenzione” indipendente (ossia in assenza di partecipazioni esterne ai professionisti) per i corrispondenti motivi.
 
Questi i principali temi – ma ve ne sarebbero anche altri – assolutamente ineludibili e necessari da trattare se davvero vogliamo parlare di motivi di “cambiamento” per i TSRM.
 
Quello che più stupisce è l’atteggiamento anche delle falangi giovanili, che dovrebbero farsi carico di dette fondamentali tematiche invece che continuare a fare il verso a se stessi come la matrigna di Biancaneve che interpella il suo specchio magico per sapere chi sia la più bella del reame …
 
Qui infatti non si tratta di essere i più belli o i più bravi; si tratta di anzitutto di “essere” professionisti, ed in secondo luogo di far riconoscere il valore del proprio essere.
 
Diversamente, soprattutto con miserabili stipendi che sfiorano i 1500 € al mese, si fa solo mera, inutile propaganda.
 
Se invece può risultare veritiera la opzione che «eventuali osservazioni e/o suggerimenti possono essere inviate» così some recita un recente documento della medesima FNO TSRM PSTRP , allora andrebbero prese in carico anche ogni notazione, riflessione, rilievo, dritta, raccomandazione proveniente da queste e da altre pagine, firmate da TSRM che, mettendoci faccia e mente, non sono d’accordo sui presunti motivi evolutivi – di fatto involutivi da qualche lustro a questa parte – di una delle professioni che certamente e giustamente ambisce ad essere protagonista, ma che non lo sarà mai soltanto con il fumo negli occhi (“protocolli condivisi”, “multiprofessionalità” e “multidisciplinarietà” inclusi).
 
Carissimo Presidente Beux, quello che serve ai professionisti sanitari sono le competenze – quelle vere – non quelle delegate e tanto meno quelle di imitazione o di illegale libera interpretazione.
 
Dr. Calogero Spada
Dottore Magistrale
Specialista TSRM in Neuroradiologia

30 Giugno 2020

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