Ecco il nostro Piano per “Ricostruire” la sanità

Ecco il nostro Piano per “Ricostruire” la sanità

Ecco il nostro Piano per “Ricostruire” la sanità

Gentile Direttore,


il Governo italiano deve accettare il finanziamento di 37 mld garantito dal MES e investire queste risorse affinché il Ssn sia strutturalmente in equilibrio nel lungo periodo, capace di seguire l’evoluzione scientifica e tecnologica, l’aumento della domanda di sanità, l’invecchiamento della popolazione, e sia, nel tempo, capace di fronteggiare i nuovi rischi (pandemie, immigrazione, terrorismo).

Non esiste alcuna ragione valida per non accettare le risorse del MES e, invece di perdere tempo dietro a sconclusionati dibattiti ideologici, sarebbe più utile che il Governo si concentrasse sulla predisposizione di un piano organico di investimenti che si ponga l’obiettivo di:
• Eliminare inefficienze e diseconomie aumentando la produttività (tecnologie, layout degli ospedali) e accompagnando l’evoluzione dell’outcome sanitario
• Ricondurre l’accesso al sistema ospedaliero ai soli casi acuti, alte specialità e intensità di cure.
• Sviluppare l’assistenza primaria territoriale sia come presa in carico, assistenza domiciliare, telemedicina e come sviluppo della prevenzione, del sistema socio sanitario e delle RSA
• Tenere sotto controllo l’appropriatezza delle scelte terapeutiche e delle attività diagnostiche.
• Creare le condizioni per affluire nuove risorse al finanziamento del sistema (pubblico e privato) sia lato investimenti (PPP e PF), che lato servizi (sistemi assicurativi, mutualistici e welfare aziendale).

I sistemi sanitari del nord, colpiti in modo drammatico dall’onda pandemica, hanno dimostrato, se si esclude il Veneto, tutti i loro limiti. Con ogni probabilità se quell’onda fosse partita dalle Regioni centro meridionali, il dramma sarebbe stato ancora peggiore. Queste gravi carenze evidenziate in questi sei mesi drammatici si sommano da una situazione di molti Ssr precedente al Covid che non possiamo certo dimenticare. Anni di piani di rientro e di poteri commissariali, sono stati utili solo a tagliare i costi per cercare un impossibile equilibrio finanziario ma non sono serviti per affrontare i nodi strutturali del sistema. Come in qualunque altra realtà economica che eroga servizi o prodotti, il solo taglio dei costi non può portare ad alcun risanamento né economico né operativo. É ora finalmente possibile investire, per costruire un sistema sanitario efficiente, solido e moderno.

RICOSTRUIRE
 in questi mesi ha proposto all’attenzione della politica e delle istituzioni, una serie di piani operativi per affrontare l’emergenza pandemica e, soprattutto, per ricostruire il nostro tessuto istituzionale, economico e produttivo, su basi completamente nuove. Dunque, oltre alla scuola, all’università, alla giustizia, alle infrastrutture, alla rigenerazione urbana, ai rifiuti, al turismo, all’industria manifatturiera etc. in questi mesi abbiamo lavorato a definire le linee guida di un piano operativo per il sistema sanitario nazionale.
 
Giovedì 16 alle ore 18 presenteremo il nostro lavoro che si declina in 5 aree di intervento:
1. Ottimizzazione della rete ospedaliera con l’obiettivo di migliorare i sistemi igienici e ridurre il rischio contagi e infezioni, migliorare la qualità dell’accoglienza, aumentare la produttività delle strutture, ridurre i tempi di attesa, ridurre i tempi di degenza, ottimizzare la logistica e ridurre i consumi energetici.
2. Potenziamento della rete di assistenza territoriale attraverso l’accreditamento a vari livelli delle strutture dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. I soldi del MES potranno essere usati per dare contributi a fondo perduto alle strutture per finanziare l’adeguamento gli ambulatori agli standard dell’accreditamento. L’Assistenza Primaria è il front end verso i cittadini/pazienti; può indirizzare verso i percorsi di cura più efficaci e realizzare idonei e, ormai ineludibili, percorsi di prevenzione, controllare l’appropriatezza delle scelte assistenziali, terapeutiche e delle attività diagnostiche.
3. Finanziamenti per il potenziamento delle RSA e dei sistemi socio sanitari attraverso regole di accreditamento e di finanziamento omogenee a livello nazionale; integrazione tra offerta pubblica, privata, terzo settore e realtà miste; valorizzazione del ruolo del settore sociosanitario nella presa in carico territoriale integrandolo in un’unica filiera con il settore sanitario e gli altri interventi di sostegno sociale.
4. Sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico Nazionale rendendo completamente interoperabili i Fascicoli Sanitari Elettronici Regionali funzionanti e popolati di tutti i dati occorrenti alla corretta gestione delle problematiche di salute dei pazienti.
5. Aggiornamento della tecnologia con criteri di programmazione e di sostenibilità secondo il modello HTA (Health Tecnology Assessment).
 
Vogliamo portare questo contributo all’attenzione di medici, operatori sanitari, manager, politici, imprenditori, che abbiano a cuore la qualità e la sostenibilità della nostra sanità. Vogliamo arricchirlo, di nuove idee e nuove esperienze. Ci auguriamo che la politica esca dalla logica autoreferenziale nella quale oggi lavora per ascoltare il contributo di idee di persone che, nonostante tutto, ancora vogliono mettere a disposizione la loro competenza per il futuro del Paese.
 
Stefano Parisi
Promotore di Ricostruire

15 Luglio 2020

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