Alimentazione. Farmacisti in prima linea per educare i consumatori

Alimentazione. Farmacisti in prima linea per educare i consumatori

Alimentazione. Farmacisti in prima linea per educare i consumatori
Il farmacista è sempre più consigliere del consumatore. Per questo il suo ruolo nell’educazione a una sana alimentazione può essere fondamentale. Sul tema un convegno a Foggia, il 26 maggio, promosso dall’Ordine provinciale dei Farmacisti.

Il tema della sana e corretta alimentazione come vera prevenzione di numerose patologie sempre più in aumento nei Paesi sviluppati è ormai una consapevolezza comune. L’attenzione verso uno stile di vita corretto ha raggiunto livelli elevati ed è destinata comunque ad aumentare.
Sempre più si sente parlare di stile di vita sano, di rispetto di regole basilari, di utilizzo di cibi sani, tutti concetti che stanno bene a cuore a chi opera nei confronti dei consumatori finali.

Non è da meno il settore farmaceutico, dove il ruolo del farmacista, ma più in generale delle farmacie, assume sempre più quello di consigliere verso chi ogni giorno viene “bombardato” da una serie infinita di prodotti e di proposte alimentari.

La conoscenza, da parte dei farmacisti, delle ultime scoperte, e dei concetti chiave che guidano una sana e corretta alimentazione, così come dei prodotti definiti nutraceutici, diventa quindi fondamentale per informare il consumatore.

Per questo l’Ordine dei Farmacisti di Foggia, sensibile a queste tematiche, nell’ambito dei corsi Ecm  rivolti ai farmacisti della provincia ha organizzato per sabato 26 maggio (ore 08.30, presso l’Ordine dei Farmacisti) un convegno intitolato “Alimentazione e Salute: Alimenti funzionali e Nutraceutica”.

L’evento si ripropone di evidenziare e discutere i vari aspetti interdisciplinari, di stretta competenza del farmacista, relativi agli alimenti funzionali, integratori alimentari e nutraceutica in generale.

“Parlare di dieta mediterranea e non conoscere con certezza il contenuto in proteine o, a volte, in micotossine delle farine e macinati utilizzati per la preparazione di pasta o pane, potrebbe non solo diminuire l’alto valore socio-economico della dieta mediterranea, ma addirittura determinare problemi di intolleranza alimentare nel consumatore”, spiegano gli organizzatori del convegno. Ricordando che “l’aumento di intolleranze alimentari e patologie connesse, fino a possibili neoplasie del tratto gastro-enterico, sono aspetti strettamente correlabili alla alimentazione e non possono essere più trascurati. Quindi la correlazione alimento-salute è sempre più stretta e meritevole di ulteriori indagini”.
 

23 Maggio 2012

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