Scuola. Com’è difficile fare un tampone in Lombardia

Scuola. Com’è difficile fare un tampone in Lombardia

Scuola. Com’è difficile fare un tampone in Lombardia

Gentile Direttore,
qualche giorno fa sono stato contattato da una docente che, a fronte di alcuni sintomi riconducibili ad un'infezione da covid-19, aveva la necessità di fare il tampone, ma non aveva possibilità di raggiungere l’ospedale. Ho voluto personalmente accompagnarla presso l’Ospedale San Paolo di Milano, così come consigliato dal suo medico venerdì scorso e confermato stamattina dalla sua Ats di riferimento.

Purtroppo alla preparazione del personale sanitario, e di chi dirige le strutture, si contrappone la burocrazia e quindi questa possibilità le è stata negata.
Le nuove linee guida anti-covid, per il settore scolastico, emanate lunedì e diffuse da Regione Lombardia alle ATS e, da queste, a tutti gli istituti di ogni ordine e grado prevedono, infatti, che i tamponi con accesso diretto per la popolazione in età scolare sono possibili solo per chi viene allontanato dalla scuola, oppure, a seguito di prescrizione fatta dal medico o pediatra di famiglia. Le stesse procedure valgono anche per gli insegnanti e per il personale scolastico non docente.

Quindi la possibilità, già prevista in alcune strutture tra cui il San Paolo di Milano, di accesso diretto al tampone, è stata di fatto annullata.

La docente, dunque, pur avendo un certificato di malattia, sarà costretta a rimanere a casa in quarantena fino a quando non le verrà prescritto un tampone dal suo medico.

Quindi, la tempestività del sistema dei tamponi esaltata dall’Assessore regionale Giulio Gallera di fatto presenta delle problematiche. Lo studente o personale docente che non si trovi a scuola e volesse fare il tampone deve armarsi di pazienza, prenotarsi e mettersi in coda con il rischio che tale situazione diventi disincentivante, soprattutto se i sintomi durano pochi giorni.

Il consiglio telefonico di Ats per ovviare il problema? “Signora, lo faccia da privato!”

Il Piano anti Covid per le scuole deve essere basato su rapidità d’azione e maggiore sicurezza. E’ necessario un equilibrio fra l’attività didattica e la sicurezza sanitaria al fine di non ledere il normale svolgimento delle attività didattiche.

Voglio comunque fare un plauso all’Ospedale San Paolo, uno dei dieci punti tampone dove gli studenti possono fare il test rapido, e a tutto il personale sanitario per l'impegno straordinario che continuano a dedicare alla situazione con professionalità e dedizione.

Gregorio Mammì
Consigliere regionale M5S Lombardia

24 Settembre 2020

© Riproduzione riservata

Nuovo Decreto Tariffe e assistenza protesica: un chiarimento sul metodo è necessario
Nuovo Decreto Tariffe e assistenza protesica: un chiarimento sul metodo è necessario

Gentile Direttore, desidero ringraziarLa per l’attenzione e lo spazio che Quotidiano Sanità ha voluto dedicare alla posizione della nostra Federazione, pubblicando il recente comunicato relativo alla bozza del nuovo Decreto...

Apparecchiature mediche per le Case di Comunità. Dare priorità alle aree interne, alle piccole isole e alle periferie
Apparecchiature mediche per le Case di Comunità. Dare priorità alle aree interne, alle piccole isole e alle periferie

Gentile Direttore,l’Assimefac, da anni ferma sostenitrice dell’esecuzione di una diagnostica di primo livello negli studi dei Medici di Medicina Generale (Mmg) ed in quelli dei Pediatri di Libera Scelta (Pls),...

Dalla medicina reattiva alla medicina proattiva: il contributo della radiologia alla prospettiva “One Health”
Dalla medicina reattiva alla medicina proattiva: il contributo della radiologia alla prospettiva “One Health”

Gentile Direttore,per gran parte della sua storia, la medicina ha seguito un modello prevalentemente reattivo: il paziente sviluppa una malattia, compaiono i sintomi, viene formulata una diagnosi e si avvia...

Chi è senza errore scagli la prima pietra
Chi è senza errore scagli la prima pietra

Gentile Direttoreil dibattito pubblico e mediatico che circonda tragici eventi di cronaca come il caso Fakir di Bologna evidenzia una deriva culturale e sociale preoccupante: l’arroganza di ergersi a giudici...