Agenzia europea per le scienze biomediche. Dopo Raggi e Zingaretti, anche D’Amato si unisce all’appello per candidatura

Agenzia europea per le scienze biomediche. Dopo Raggi e Zingaretti, anche D’Amato si unisce all’appello per candidatura

Agenzia europea per le scienze biomediche. Dopo Raggi e Zingaretti, anche D’Amato si unisce all’appello per candidatura
“In questa Regione formiamo un terzo dei professionisti del nostro paese e possiamo vantare grandi eccellenze nella ricerca. Abbiamo le carte in regola per ospitare quest'agenzia europea e vorrei che il Ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi, presentasse ufficialmente la candidatura di Roma”, così l’assessore all’IRCCS Santa Lucia

Roma sia candidata dal Governo come sede dell'Agenzia europea per le scienze biomediche: a rinnovare l’appello, già lanciato dal sindaco della Capitale, Virginia Raggi, e dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è l’Assessore laziale alla Sanità , Alessio D’Amato, ieri durante la presentazione dei risultati dell’attività scientifica nel 2019 della Fondazione Santa Lucia di Roma.

“In questa Regione formiamo un terzo dei professionisti del nostro paese e possiamo vantare grandi eccellenze nella ricerca. Abbiamo le carte in regola per ospitare quest'agenzia europea e vorrei che il Ministro dell’Università e Ricerca, Gaetano Manfredi, presentasse ufficialmente la candidatura di Roma”, ha detto D’Amato.

L’assessore ha poi ricordato come Roma sia stata “la prima capitale europea ad intercettare il virus” e come da allora “il sistema sia stato allertato e i nostri professionisti abbiano dato una risposta forte. Se Roma non ha sofferto come altre capitali europee lo dobbiamo ad un'organizzazione e ai nostri professionisti, ma questo è un lavoro che non è finito”.

E la Fondazione Santa Lucia Irccs ne è un esempio, conclude D’Amato, dimostrando “una ricchezza che poche realtà in Europa hanno”. In base ai dati presentati da Carlo Caltagirone, direttore scientifico della Fondazione, nel 2019 i suoi 60 laboratori di ricerca hanno pubblicato 470 articoli su riviste scientifiche internazionali e portato avanti oltre 127 progetti di neuroscienze, di cui 24 in cooperazione con enti di ricerca internazionali.

Dei Neuroscienziati in forze alla Fondazione il 73% sono donne, di cui il 48% ha meno di 35 anni. Tredici ricercatori dell’istituto compaiono tra i primi cinquanta Top Italian Scientists in neuroscienze e biomedicina. Su 300 ricercatori, 160 sono dedicati alla ricerca, mentre gli altri associano l’attività in laboratorio alla cura dei pazienti dell’Ospedale di neuroriabilitazione.

08 Ottobre 2020

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