Vaccino antinfluenzale in farmacia. Utifar: “Ordinanza Lazio andava nella giusta direzione”

Vaccino antinfluenzale in farmacia. Utifar: “Ordinanza Lazio andava nella giusta direzione”

Vaccino antinfluenzale in farmacia. Utifar: “Ordinanza Lazio andava nella giusta direzione”
"Mi stupisce che il Comitato tecnico scientifico si sia espresso negando di fatto una più capillare diffusione della vaccinazione antinfluenzale, auspicata in più occasioni dal Comitato stesso. Non vorrei che questo contraddirsi da parte del Comitato, sia frutto di una sua composizione fortemente sbilanciata rispetto alle professioni sanitarie che operano nel nostro Paese". Così il presidente Eugenio Leopardi rispetto all'ordinanza che prevedeva la possibilità di eseguire queste vaccinazioni anche in farmacia.

"L’emergenza vaccini, che le cronache stanno registrando in questi giorni, rende ancora più sconcertante la decisione del Comitato tecnico scientifico di esprimere parere contrario alla previsione contenuta nella recente ordinanza della regione Lazio per l’erogazione della vaccinazione antinfluenzale da parte delle farmacie e con precise condizioni di sicurezza. E’ infatti sotto gli occhi di tutti l’impossibilità da parte della stragrande maggioranza dei medici di medicina generale di assecondare le richieste dei propri assistiti".

Eugenio Leopardi, presidente dell’Unione tecnica italiana farmacisti, ritiene così "ingiustificata" tale decisione e ricorda che “noi farmacisti ci eravamo volentieri messi a disposizione dei cittadini per evitare loro tutti quei disservizi di cui oggi ascoltiamo quotidiane lamentele”.

Nonostante il forte rammarico per il parere negativo espresso dal Comitato tecnico scientifico, Utifar ribadisce il proprio plauso all'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato che, nell’ordinanza, oltre a prevedere la possibilità da parte di infermieri e di farmacisti abilitati ad effettuare la vaccinazione antinfluenzale in farmacia, ha aumentato la disponibilità dei vaccini in farmacia, portandola dai 25mila inizialmente previsti, agli oltre 100mila attuali.
Questa attenzione alle reali esigenze della popolazione rende onore all’iniziativa della Regione Lazio e va nella giusta direzione.

Leopardi ribadisce che “l’iniziativa della Regione Lazio andava nella direzione corretta, ovvero quella di facilitare la diffusione della vaccinazione antinfluenzale ad una più ampia fascia di popolazione. Mi stupisce – continua Leopardi- che il Comitato tecnico scientifico si sia espresso in questo modo, negando di fatto una più capillare diffusione della vaccinazione antinfluenzale, auspicata in più occasioni dal Comitato stesso. Non vorrei che questo contraddirsi da parte del Comitato, sia frutto di una sua composizione fortemente sbilanciata rispetto alle professioni sanitarie che operano nel nostro Paese e che si sono spese con grande efficacia e sacrificio in tutte le fasi della pandemia. Il Comitato, infatti, è composto principalmente da medici e non annovera al proprio interno farmacisti ed infermieri, venendo così a privarsi di importanti sensibilità. Inoltre, come questa vicenda dimostra, il Comitato rischia di apparire un organismo con una visione limitata e, duole dirlo, di parte”.

Nelle settimane precedenti l’ordinanza della Regione Lazio, la possibilità di effettuare la vaccinazione antinfluenzale in farmacia era infatti stata osteggiata proprio dalle rappresentanze dei medici, mentre aveva ottenuto il plauso degli infermieri (professione ovviamente abilitata ad effettuare la vaccinazione) e dei farmacisti che, attraverso una formazione di alto livello proposta da Utifar nella sua veste di associazione scientifica ed in collaborazione con il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università degli Studi di Torino, stanno in gran numero aderendo ad un percorso di aggiornamento mirato e finalizzato ad offrire un contributo per una capillare diffusione della vaccinazione antinfluenzale in questo momento di emergenza.

“Resta il rammarico – conclude Leopardi – che la decisione del Comitato tecnico scientifico impedisca al nostro Paese di allinearsi con le più avanzate realtà europee che già da tempo prevedono forme di diffusione della vaccinazione più agevoli e capillari, servendosi anche dell’esperienza e della professionalità dei farmacisti”.

14 Ottobre 2020

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