Aborto. Al via la campagna “Il buon medico non obietta”

Aborto. Al via la campagna “Il buon medico non obietta”

Aborto. Al via la campagna “Il buon medico non obietta”
L'ha promossa la Consulta di Bioetica. "Il buon medico non è quello che non pratica le interruzioni di gravidanze ma quello che sta vicino alla donna e non la lascia sola in un momento difficile". Ma i ginecologi obiettori sono ormai l'80%. All'interno il video della campagna.

"Nel dibattito sull’obiezione di coscienza non viene quasi mai messo in discussione il principio  che gli operatori sanitari possano rivendicare un  diritto all’obiezione di coscienza, perché una società liberale dovrebbe consentire ai  propri cittadini di vivere in maniera conforme ai  propri valori e di veder rispettata la propria  autonomia. La conclusione è che un medico che  non riconosce l’accettabilità morale dell’interruzione di gravidanza dovrebbe avere sempre il diritto di non praticarla".

Questa la lunga premessa con la quale la Consulta di Bioetica ha voluto chiarire come non sia sua intenzione cancellare il diritto all'obiezione alla 194, introduce le motivazioni alla base della campagna appena lanciata a Firenze dal titolo "Il buon medico non obietta. Rispetta la scelta delle donne di interrompere la gravidanza".
 
Una premessa utile infatti a capire come in realtà, scrive il Comitato, "il fatto di difendere il valore dell’autonomia e della libertà personale non comporta necessariamente l’accettazione del diritto all’obiezione di coscienza". "Non c’è contraddizione del resto – aggiunge – nell’affermare che l’autonomia e l’integrità rappresentano valori irrinunciabili e sostenere che per promuovere il benessere generale e la tutela dei diritti fondamentali dei singoli cittadini (ad es. alla salute) è giusto che lo stato limiti gli spazi di scelta dei singoli all’interno delle professioni".
 
Come "è ovvio che lo scenario ideale sarebbe quello di trovare una soluzione che permetta di conciliare il diritto alla salute e l’autonomia del paziente con quella del medico: la libertà della donna di decidere se continuare o no la gravidanza con la libertà del medico di decidere se partecipare o no all’interruzione di gravidanza". "Dobbiamo prendere atto, però – sottolinea il Comitato – che la ricerca di questa soluzione ideale è fallita. I ginecologi obiettori sono ormai più dell’80% e l’obiezione di coscienza cresce anche tra gli anestesisti e le ostetriche superando ormai abbandonamento il 50 % e per le donne diventa ogni giorno più difficile riuscire a interrompere la gravidanza".
 
Per il Comitato "è arrivato il momento di scegliere se tutelare l’autonomia del professionista sanitario (e quindi, del ginecologo, dell’anestesista o dell’ostetrica) oppure schierarsi dalla parte delle donne e della loro battaglia per la libertà e i diritti".
La Campagna ha due obiettivi: da una parte, incoraggiare un dibattito pubblico sulla legittimità del diritto all’obiezione di coscienza a più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza e, dall’altra, rendere più chiaro che il buon medico non è quello che non pratica le interruzioni di gravidanze ma quello che sta vicino alla donna e non la lascia sola in un momento difficile.

  

06 Giugno 2012

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