Aumentare di 5 euro il costo delle sigarette, dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina è una battaglia di civiltà

Aumentare di 5 euro il costo delle sigarette, dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina è una battaglia di civiltà

Aumentare di 5 euro il costo delle sigarette, dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina è una battaglia di civiltà

Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Il consumo di tabacco è la principale causa di cancro prevenibile. Non è associato solo al rischio di tumore del polmone, ma anche alle neoplasie del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene.

A un mese dal lancio, la campagna “5 euro contro il fumo” ha superato il 50% delle firme necessarie per una proposta di legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. A oggi, sono oltre 26.000 le firme raccolte. Si tratta di un grandissimo risultato, che evidenzia l’importanza e l’impatto di questa iniziativa, che rappresenta una battaglia di civiltà e di sanità pubblica. La campagna (https://5eurocontroilfumo.it), promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, in breve tempo ha avuto la capacità di riunire il consenso di tutta la comunità scientifica: 42 società scientifiche e Istituzioni e 22 associazioni e fondazioni hanno aderito. Senza dimenticare il supporto di grandi ospedali, come l’Humanitas, il ‘Pascale’ di Napoli, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, la Città della Salute e della Scienza di Torino e l’Istituto Oncologico Veneto. Abbiamo superato la metà del percorso. Ora è necessario un ulteriore sforzo da parte di tutti i cittadini, a partire dagli operatori sanitari, per raggiungere l’obiettivo finale delle 50.000 firme.

Le sigarette sono responsabili di oltre 93mila decessi ogni anno in Italia, un numero impressionante, con costi diretti e indiretti pari a oltre 26 miliardi di euro. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Il consumo di tabacco è la principale causa di cancro prevenibile. Non è associato solo al rischio di tumore del polmone, ma anche alle neoplasie del cavo orale, gola, esofago, pancreas, colon, vescica, prostata e rene. Rappresenta anche il più importante fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, infezioni respiratorie ricorrenti, e per le patologie cardiovascolari. In Italia quasi un quarto degli adulti fuma ed è preoccupante la diffusione tra i più giovani. Il 10% degli under 19 è tabagista e il comportamento tende a proseguire per il resto della vita. Cinque euro in più significa, di fatto, quasi raddoppiare il prezzo attuale delle sigarette, che diventerebbe un costo economico meno sostenibile, e quindi un forte deterrente, per molti cittadini, soprattutto per i giovani.

In Italia il prezzo di un pacchetto di sigarette si attesta in media a 5-6 euro, mentre in altri Stati arriva a 12-15 euro. Nel 2018, il 6% di tutte le ospedalizzazioni nel nostro Paese era attribuibile al fumo di tabacco. Si stima che un drastico aumento delle accise possa determinare una diminuzione del 37% del consumo, che si traduce in vite salvate e in un miglioramento del livello di salute della popolazione. Dall’altro lato, in questo modo aumenterebbero le entrate fiscali. Le nuove entrate sarebbero destinate non genericamente alle casse dello Stato ma al Servizio Sanitario Nazionale, oggi particolarmente in affanno. L’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani, senza tener conto del fatto che, riducendosi le malattie, diminuirebbe significativamente la spesa sanitaria, stima un gettito attivo che va dagli 800 milioni ai 7 miliardi di euro, a seconda di quanti tabagisti smettano di fumare. Questa cifra può contribuire a finanziare significativamente il Servizio Sanitario Nazionale, dalla cui efficienza dipende la vita di milioni di cittadini. Ci guadagnerebbe in salute prima di tutto chi smette, ma anche gli altri, grazie al miglioramento dell’efficienza del Servizio Sanitario.

Sulla proposta di aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina compresi quelli di nuova generazione (sigarette elettroniche e tabacco riscaldato), esistono molti falsi miti diffusi dall’industria del tabacco. Innanzitutto, il prezzo dei prodotti da tabacco, in Italia, non è più alto rispetto alla media europea. Non c’è poi evidenza che l’incremento delle accise favorisca il commercio illegale. Per porre un argine al terribile costo umano determinato dal fumo, chiediamo a tutti i cittadini di aderire alla campagna e di firmare. Ci auguriamo che anche le Istituzioni siano sensibili al tema e che, una volta raggiunto l’obiettivo delle 50.000 firme, la proposta di legge venga discussa quanto prima in Parlamento.

Massimo Di Maio

Presidente Nazionale AIOM

Francesco Perrone

Presidente Fondazione AIOM

Massimo Di Maio e Francesco Perrone

24 Febbraio 2026

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