Aumento del seno. I consigli dei chirurghi dopo stop a indicazione per Macroline

Aumento del seno. I consigli dei chirurghi dopo stop a indicazione per Macroline

Aumento del seno. I consigli dei chirurghi dopo stop a indicazione per Macroline
La sicurezza del prodotto “non è in discussione” quindi “non ci sono motivi per ipotizzare la rimozione del gel Macrolane”. Gli esperti dell’Aicpe consigliano alle pazienti “semplicemente di continuare a effettuare le visite di controllo prescritte dal medico dopo l’esecuzione della procedura”.

Fino a nuove indicazioni, non effettuare nuove infiltrazioni di Macrolane, ma nessun allarme. La sicurezza del gel per l’aumento del seno Macrolane “non è in discussione”. A ribadirlo sono i chirurghi plastici estetici dell’Aicpe, che dopo la decisione di Q-Med, divisione della ditta Galderma, di sospendere l’indicazione per l’aumento del seno del gel Macrolane, invitano le pazienti che si sono sottoposte al trattamento a non lasciarsi andare a ingiustificati allarmismi. E per la loro sicurezza, diffondono alcuni consigli affinché le donne possano sentirsi davvero al sicuro.

Difficile quantificare il numero dei casi interessati in quanto è un trattamento in anestesia locale, di conseguenza non sottoposto ad annotazione sul registro operatorio. “Possiamo ipotizzarne qualche migliaio, ma è pressoché impossibile calcolarne il numero esatto”, spiega Alessandro Casadei, portavoce di Aicpe. Che sottolinea: “Tutte queste pazienti possono comunque stare tranquille: fin dal lancio del prodotto, avvenuto nel 2008, è stato istituito un sistema di raccolta di segnalazioni sulla sicurezza di Macrolane e a oggi non sono stati evidenziati problemi. Non è quindi necessario che le pazienti trattate al seno contattino i medici o intraprendano azioni particolari: devono semplicemente continuare a effettuare le visite di controllo prescritte dal medico dopo l’esecuzione della procedura. Fino a nuove indicazioni, non dovranno però essere sottoposte a nuove infiltrazioni di Macrolane”.

Infatti, spiega Casadei, la sospensione “è motivata esclusivamente dalle difficoltà riscontrate da alcuni radiologi nello screening mammario. Resta invece consentito l’utilizzo del gel Macrolane in altri distretti corporei, come braccia, glutei, polpacci”. La sicurezza del prodotto, dunque, “non è in discussione”. Di conseguenza, “non ci sono motivi per ipotizzare la rimozione del Macrolane”:

Macrolane, spiega l’esperto, è composto da acido ialuronico stabilizzato (2%) e acqua (98%), ingredienti naturali che il corpo metabolizza. Il gel scomparirà naturalmente dal seno delle pazienti e sarà riassorbito per mezzo di enzimi corporei in un periodo di tempo che oscilla tra i 12 e i 24 mesi successivi al trattamento.

Per quanto riguarda le visite di controllo al seno, “la paziente – sottolinea il portavoce dell’Aicpe – deve sempre informare il medico che esegue lo screening in merito al trattamento con Macrolane o con qualsiasi altra procedura per l’aumento di volume del seno cui si è sottoposta, e alla data in cui l’ha fatto. Nello screening mammario, sino a quando Macrolane non sia stato completamente riassorbito, sarà necessario attenersi a uno specifico protocollo che può includere l’uso di ultrasuoni al posto di oppure in combinazione a mammografia digitale. È noto – spiega l’esperto – che tutte le procedure per l’aumento volumetrico del seno, comprese quelle con Macrolane, con trasferimento di grasso o con impianto di protesi, possono interferire con la lettura di immagini mammografiche. Questo aspetto si affronta eseguendo altri esami: utilizzando le attuali tecniche di indagine disponibili, come la mammografia digitale, possibilmente in combinazione con l’esame ecografico, è possibile ottenere informazioni adeguate tecniche di indagine e valutazione radiologiche standard addizionali”.

Casadei riferisce poi di uno studio condotto recentemente in Svezia ed in Francia, con il sostegno economico della casa produttrice, sino a 24 mesi di follow-up allo scopo di valutare l’utilità della combinazione di mammografia digitale e indagine ecografica eseguite nella stessa seduta e qualsiasi potenziale difficoltà nell’interpretazione delle immagini mammografiche o ecografiche. “I risultati preliminari di questo studio mostrano che può essere eseguita una valutazione adeguata utilizzando queste tecniche di indagine e Q-Med renderà i dati di questo studio disponibili al più presto possibile allo scopo di facilitare l’ottimale follow-up clinico di pazienti trattate con Macrolane”.

Quando Macrolane sarà completamente riassorbito, si potrà eseguire lo screening mammario con le modalità standard, a meno che la paziente abbia altri impianti mammari. “Un recente incontro di Parigi tra esperti radiologi – ha concluso Casadei – ha confermato la volontà di approfondire e comprendere meglio gli aspetti delle immagini radiologiche dei seni trattati con Macrolane. È stata confermata la non pericolosità del prodotto».

Per ogni dubbio o domanda sul proprio trattamento con Macrolane, Aicpe invita le pazienti a far riferimento al medico che ha eseguito il trattamento.
 

26 Aprile 2012

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