Bambini. Meglio giocare fuori anche quando è freddo

Bambini. Meglio giocare fuori anche quando è freddo

Bambini. Meglio giocare fuori anche quando è freddo
Gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù forniscono a mamme a papà una serie di consigli per difendere i bambini dal gelo e permettergli così di giocare all’aria aperta anziché a restare chiusi dentro casa. "Negli ambienti chiusi e caldi i i virus prolificano e si diffondono con maggiore facilità".

Sono arrivati i giorni della merla (gli ultimi 3 giorni di gennaio, tradizionalmente i più freddi dell’anno) e con essi il picco influenzale. Nonostante le temperature leggermente sopra la media stagionale, si tratta del periodo in cui le malattie delle vie respiratorie (otiti, tonsilliti, bronchiti, bronchioliti, polmoniti) registrano il picco maggiore. A dispetto di quella che sembrerebbe una logica correlazione, è tutt’altro che evidente se il freddo rappresenti realmente un fattore favorente le infezioni respiratorie, anche perché l’incidenza di tali patologie non sembra maggiore nei Paesi con temperature più rigide. Ciò che invece è certo è che il soggiornare in ambienti chiusi permette il diffondersi dei virus attraverso gli starnuti, i colpi di tosse, il contatto con oggetti manipolati da altre persone affette. Per evitare le trappole del freddo quindi – soprattutto nella settimana del picco influenzale – molto meglio coprirsi bene e uscire un po’ di casa che non restare chiusi in un ambiente bello caldo in cui i virus prolificano e si diffondono con maggiore facilità.

Ecco perché gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma invitano a mamme e papà a portare i loro figli a giocare all’aria aperta e forniscono una serie di consigli per proteggerli dal freddo mentre si trovano in giardino.

La prima regola è semplice: “Sfruttare le ore più calde della giornata”, spiega Antonino Reale, responsabile del Pronto Soccorso ed Emergenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Questa prima accortezza, insieme a un appropriato abbigliamento invernale, “non aumenterà le probabilità di prendersi un bel raffreddore e, anzi, diminuiranno le occasioni di entrare in contatto con virus che attaccano le vie respiratorie”.
 
Di seguito le informazioni e i suggerimenti utili del responsabile del Pronto Soccorso ed Emergenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
 
Come reagisce l'organismo
Più i bambini sono piccoli più hanno difficoltà a mantenere una corretta termoregolazione (pensiamo ad esempio ai bambini nati di basso peso che necessitano di stare nella culla termostatica); quando sono più grandi vengono messi in atto dei meccanismi difensivi come la vasocostrizione periferica (le manine e i piedini potranno apparire un po’ più scuri per non disperdere il calore), i brividi o l’aumento della motilità degli arti per  produrre maggior calore.
 
Come vestirsi

La classica vestizione “a cipolla” conserva intatta la sua validità; è infatti opportuno quando si entra in ambienti più caldi alleggerirsi dei vestiti, in quanto la le eccessive variazioni termiche possono costituire un fattore favorente  l’instaurarsi di infezioni, specie virali. Anche se il bambino non gradiscono molto cappelli e guanti, coprire maggiormente le estremità evita un’importante dispersione termica.
 
Cosa mangiare e come idratarsi
Per mantenere un’adeguata temperatura corporea è necessario un adeguato “carburante” che produca energia termica; per tale motivo, per far fronte alle diverse richieste metaboliche, si consiglia un maggior apporto calorico e un adeguato apporto di liquidi.
 
Precauzioni

Per i bambini con patologie croniche, quali cardiopatie o anemie croniche, in caso di freddo particolarmente intenso devono essere osservate maggiori precauzioni; è quindi sconsigliato recarsi in montagna a quote elevate.
 

30 Gennaio 2013

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