Belgio. Eutanasia su un minore. È la prima volta al mondo

Belgio. Eutanasia su un minore. È la prima volta al mondo

Belgio. Eutanasia su un minore. È la prima volta al mondo
Il paziente aveva 17 anni, soffriva di 'dolori fisici insopportabili', ha spiegato Wim Distelmans, direttore del Centro di controllo dell'eutanasia. In Italia la Chiesa insorge, 'addolorata e preoccupata' da un attentato alla 'sacralita' della vita'. Mentre il mondo laico si divide.

Prima eutanasia su un minore in Belgio. Applicando la legge varata nel 2014, è il primo Paese al mondo ad aver praticato l'eutanasia su un minore, se si escludono i casi sui neonati, autorizzati in Olanda. Il paziente aveva 17 anni e "dolori fisici insopportabili", ha spiegato Wim Distelmans, direttore del Centro di controllo dell'eutanasia, senza rivelarne l'identità o il sesso.   
 
In Italia la Chiesa insorge, "addolorata e preoccupata" da un attentato alla "sacralità della vita". Mentre il mondo laico si divide: dalle associazioni pro-eutanasia, come la Luca Coscioni, a Scienza & Vita che contesta l'assegnare ai genitori "il potere di vita e di morte".
 
E anche la politica è divisa: il M5S vuole una legge sull'eutanasia perché in tal senso si sono espressi i suoi elettori con una consultazione online, mentre il centrodestra chiede chiarezza e Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera di Area Popolare, parla di "Erode ritornato".  
 
In Belgio, invece, non si è aperta alcuna polemica dopo la conferma arrivata proprio attraverso un comunicato di Distelmans. Il dibattito etico c'era stato in occasione dell'approvazione della legge che estendeva l'eutanasia, già possibile dal 2002 sugli adulti, anche a tutti i minori. Fino ad allora solo l'Olanda l'aveva autorizzata sui minori, ma sopra i 12 anni.
 
In Belgio, nonostante l'opposizione di molte associazioni di pediatri e della gerarchia ecclesiastica, la legge passò comunque a larga maggioranza. Alla fine i deputati furono convinti dalle 'garanzie' che la legge prevede: il minore deve avere una malattia in fase terminale e con sofferenze fisiche non alleviabili, e uno psicologo esterno all'equipe medica curante ne valuta la "capacità di giudizio", affinché capisca cosa significhi morire. Perché devono essere gli stessi bambini o ragazzi a chiederlo, e più volte, con l'accordo dei genitori.    Sul primo caso belga, rispondendo ad una richiesta di discrezione estrema, non sono stati diffusi dettagli. Si sa soltanto che è avvenuto nelle Fiandre e che il Comitato etico che deve dare l'autorizzazione ai medici aveva ricevuto il dossier la scorsa settimana. "Per fortuna non sono molti i casi che si qualificano per il via libera, ma questo non significa che dobbiamo negare loro il diritto ad una morte dignitosa", ha detto Distelmans.   
 
La Chiesa e' immediatamente intervenuta con forza: "Ci addolora come cristiani ma ci addolora anche come persone. Ci addolora e ci preoccupa", perché "la vita è sacra e deve essere accolta sempre", anche quando questo sembra essere un'impresa difficile, ha commentato all'ANSA il presidente dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco. Per il presidente di Scienza & Vita Alberto Gambino, "l'eutanasia sui minori è maschera di un atto di volonta' libero. La soppressione di una vita fragile non è mai accettabile".
 
Sostegno invece dall'Associazione Luca Coscioni: "Il Belgio è il primo Paese al mondo a non girare la testa dall'altra parte di fronte alle condizioni di sofferenza insopportabile che possono colpire anche persone minori", affermano Mina Welby e Marco Cappato. E per il medico che staccò la spina a Piergiorgio Welby, Mario Riccio, membro della Consulta di Bioetica, non si comprende perché l'eutanasia non dovrebbe essere applicata su un minore: "Ha forse il dovere a soffrire più dell'adulto?", si chiede.

18 Settembre 2016

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