Caso Cucchi. “I medici hanno colpe ma non si sarebbe salvato”. Le motivazioni della sentenza

Caso Cucchi. “I medici hanno colpe ma non si sarebbe salvato”. Le motivazioni della sentenza

Caso Cucchi. “I medici hanno colpe ma non si sarebbe salvato”. Le motivazioni della sentenza
I cinque medici dell'Ospedale Pertini di Roma hanno "colposamente omesso di diagnosticare la sindrome da inanizione", ma ad ogni modo "è poco probabile che il geometra sarebbe sopravvissuto". Queste le motivazioni dell'assoluzione a tre giorni dalla perizia medico-legale disposta dal Gip.

Stefano Cucchi è morto di malnutrizione e, anche se i medici dell’ospedale Sandro Pertini, dove era in cura, "hanno omesso di diagnosticare la sindrome da inanizione", ad ogni modo "appare logicamente poco probabile che il ragazzo si sarebbe salvato". Così la terza corte d'assise d'appello di Roma, a tre giorni di distanza dalla perizia medico-legale disposta dal Gip, spiega perchè il 18 luglio scorso sono stati assolti dall'accusa di concorso in omicidio colposo i cinque medici dell'Ospedale Pertini di Roma.
 
Per la Corte gli imputati "hanno colposamente omesso di diagnosticare la sindrome da inanizione da cui il paziente era affetto, di inquadrare il caso nelle sue linee generali e, conseguentemente, di attuare i presidi terapeutici necessari", ma il decesso di Cucchi non è dipeso dal loro operato. 
 
La morte sarebbe invece imputabile ad "una grave alterazione dei processi metabolici, causata da un’insufficiente alimentazione e idratazione già iniziata prima dell’arresto, alla quale devono aggiungersi le numerose patologie da cui era affetto (epilessia, tossicodipendenza e riferito morbo celiaco), lo stress dovuto ai dolori causati dalle lesioni lombo-sacrali, che ne avevano determinato il ricovero presso la struttura protetta dell’Ospedale Sandro Pertini, lo stato detentivo e un quasi digiuno di protesta, elementi questi ultimi che hanno contribuito ad aggravare lo stato di deperimento organico in cui il paziente già si trovava a causa della grave denutrizione".
 
Le spiegazioni alternative sulla causa di morte, fornite dai consulenti di parte, "hanno il limite di avere analizzato in modo frammentario le evenienze fattuali, dando rilevanza a singoli segni e non valutando in modo complessivo la sintomatologia". Non è escluso "come rilevato dai periti, che la causa ultima della morte sia rinvenibile nell’instaurarsi di processi neurologici, ma sempre legati al deterioramento cellulare, determinato dalla sindrome da inanizione".  

07 Ottobre 2016

© Riproduzione riservata

Ritorno tra i banchi e non solo. Il burnout genitoriale ricomincia a settembre?
Ritorno tra i banchi e non solo. Il burnout genitoriale ricomincia a settembre?

Suonano le campanelle delle scuole di tutta Italia. Qualcuno ha già iniziato, a molti è toccato oggi e altri ragazzi e bambini torneranno sui banchi entro il fine settimana. Spesso...

Papa Leone XIV. Schillaci: “Grato per la sua attenzione alla salute e ai più fragili”
Papa Leone XIV. Schillaci: “Grato per la sua attenzione alla salute e ai più fragili”

“Desidero rivolgere i miei più sentiti auguri a Papa Leone XIV”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato il proprio messaggio al Pontefice. “Colgo questa occasione per manifestare...

Addio a Raffaele Costa, ex ministro della Sanità e protagonista della politica italiana
Addio a Raffaele Costa, ex ministro della Sanità e protagonista della politica italiana

È scomparso all'età di 90 anni Raffaele Costa, politico di lungo corso e più volte ministro della Repubblica. Nato a Mondovì, in provincia di Cuneo, l'8 settembre 1936, Costa si...

Oms. Vanessa Kerry è la nuova Inviata speciale per la resilienza sanitaria
Oms. Vanessa Kerry è la nuova Inviata speciale per la resilienza sanitaria

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha nominato Vanessa Kerry Inviata Speciale del Direttore Generale dell’Oms per la Resilienza Sanitaria. Facendo leva sulla precedente esperienza come prima Inviata Speciale del Direttore Generale...