Covid. L’Italia lascia San Marino senza vaccini e la Repubblica decide di acquistare quello russo

Covid. L’Italia lascia San Marino senza vaccini e la Repubblica decide di acquistare quello russo

Covid. L’Italia lascia San Marino senza vaccini e la Repubblica decide di acquistare quello russo
Siglato un accordo tra la Repubblica di San Marino ed il Russian Direct Investment Fund. Le prime dosi attese già nei prossimi giorni. Ma come si è arrivati a questo? San Marino il 16 gennaio scorso aveva siglato un protocollo con l'Italia per la fornitura di vaccini già approvati dall'Ema. Ogni 1.700 dosi arrivate in Italia, una doveva essere inviata a San Marino fino ad un massimo di 50.000 dosi. Ma, ad oggi, nessun vaccino è ancora mai arrivato dalle parti di Monte Titano. IL PROTOCOLLO CON L'ITALIA

La Repubblica di San Marino ha concluso un protocollo con il Russian Direct Investment Fund (Rdif, fondo sovrano russo) per l’acquisto del vaccino russo Sputnik V contro il Covid-19 sviluppato dall’Istituto Nazionale di epidemiologia e microbiologia Nikolai Gamaleya di Mosca. L'autorizzazione da parte del Governo di San Marino per l’uso dello Sputnik V all’interno del suo territorio consentirà alla Repubblica di ricevere già nei prossimi giorni le prime dosi del vaccino, alle quali seguirà una seconda consegna per la somministrazione della dose di richiamo entro 1 mese.
 
“Si tratta di un passaggio importante per la Repubblica di San Marino – ha dichiarato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari – che dimostra, ancora una volta, l’importanza della sinergia fra Stati: la battaglia contro il coronavirus non deve avere nessun connotato geopolitico e non deve conoscere confini. I piccoli Stati europei come San Marino devono poter assicurare una campagna vaccinale uniforme anche su tutto il loro territorio nell’interesse generale di sconfiggere al più presto questa malattia.”

“Abbiamo lavorato duramente per superare le difficoltà incontrate negli approvvigionamenti – ha dichiarato il Segretario di Stato per la Sanità Roberto Ciavatta – L’acquisto di questo quantitativo di vaccini che andrà a sommarsi alle dosi previste dall’Intesa precedentemente siglata con l’Italia, integrerà le nostre scorte al fine di mettere al riparo tutta la popolazione Sammarinese nel più breve tempo possibile e colmare il divario rispetto all’inizio della campagna vaccinale europea.”
 
Ma come mai San Marino ha deciso di acquistare il vaccino russo? Per capirlo dobbiamo tornare allo scorso 11 gennaio, quando San Marino firmò con l’Italia un protocollo per la fornitura di vaccini contro il Covid. Nel testo si prevede, all’articolo 2, una “fornitura complessiva di vaccini per un numero massimo di 25.000 cittadini della Repubblica di San Marino, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle linee guida dell’Oms, che suggeriscono una copertura effettiva del 70% della popolazione”. E poi si dettagliava sul come sarebbe dovuta avvenire questa fornitura: “La fornitura avverrà comunque, per ciascun vaccino, nella proporzione massimo di 1 ogni 1.700 vaccini acquistati dall’Italia fino alla concorrenza della copertura massima”.
 
Di contro, San Marino si era impegnata ad un utilizzo “esclusivamente interno” di queste forniture vaccinali, con “divieto assoluto di cessione a terze parti”. La fornitura complessiva per la quale l’Italia si è impegnata è quindi di circa 50.000 dosi. Succede però che, ad oggi, – secondo quanto ci hanno dichiarato le autorità sanmarinesi – neanche una singola dose di vaccino è ancora stata inviata dalle parti del Monte Titano. E così il governo sammarinese si ritrova in una posizione scomoda. Se infatti da una parte si vuole evitare tensioni con l’Italia, dall’altra cresce l’urgenza di dare risposte ad una popolazione irritata e preoccupata per una campagna vaccinale mai avviata.
 
Le autorità sammarinesi, messe con le spalle al muro, si sono trovate nella condizione di doversi guardare attorno e valutare anche possibili strade alternative per ottenere quei vaccini mai arrivati. E si è così arrivati Sputnik.
 
Quest’ultimo, ricordiamo, non ha però ancora ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Ema. Nonostante ciò, il vaccino russo viene già utilizzato in molti Paesi del mondo e, tra questi, anche dall’Ungheria sul territorio europeo. Dal punto di vista regolatorio questa operazione potrebbe non risultare particolarmente problematica per San Marino dal momento che, tecnicamente, la piccola Repubblica non è un Paese dell’Unione europea.
 
E così San Marino diventerà un piccolo hub del vaccino russo sul territorio italiano.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

19 Febbraio 2021

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