Dalla SIQuAS le ricette per migliorare l’integrazione socio-sanitaria 

Dalla SIQuAS le ricette per migliorare l’integrazione socio-sanitaria 

Dalla SIQuAS le ricette per migliorare l’integrazione socio-sanitaria 
Sarà presentata a Roma il prossimo 16 marzo in una consensus conference la nuova raccomandazione della Società italiana per la Qualità nell'Assistenza Sanitaria su “La qualità nell’integrazione tra sanità e sociale”. Integrazione, programmazione, monitoraggio e appropriatezza i capisaldi. 

Più integrazione, più efficienza e più appropriatezza queste le direttrici principali su cui dal 2009 ad oggi ha operato il Gruppo di Lavoro Nazionale di soci SIQuAS e di esperti di enti e organizzazioni terze sul tema dell’integrazione socio sanitaria. E il prossimo 16 marzo, a Roma, presso l'Aula A1-A2 del Dipartimento Maxillo Facciale del Policlinico ‘Umberto I’ dell’Università ‘Sapienza’ di Roma in via Caserta 6, si terrà la presentazione della nuova Raccomandazione su “La qualità nell'integrazione tra sanità e sociale”. Il tema unificante del percorso sarà: Programmare servizi socio-sanitari professionali, efficaci e appropriati. Secondo la SIQuAS per potenziare il nostro sistema assistenziale socio-sanitario è necessario, partire da una analisi dei bisogni di salute dei cittadini su cui programmare le risposte dei SSR a livello dei servizi socio sanitari e socio assistenziali in termini di appropriatezza, efficacia e efficienza delle cure e delle prestazioni erogate, recuperando i grandi margini di non appropriatezza esistenti. Secondo gli esperti infatti si impone oggi, sempre di più, una riflessione su come sviluppare un percorso di deospedalizzazione e una crescita delle reti territoriali e di cure primarie, nonché lo sviluppo di processi di garanzia della continuità delle cure e di presa in carico dei pazienti, congiuntamente al tema delle reti per patologie e della loro integrazione verticale e orizzontale, su come riorganizzare la presenza della sanità nei territori e su come integrarla con altre presenze assistenziali in logiche sempre più di collaborazione, condivisione e di network. Per questa ragione occorre affrontare il tema dell’uso razionale delle risorse disponibili in un contesto non facile di difesa del ruolo del carattere pubblico e universalista dei SSR, prefigurando e sperimentando nuovi modelli organizzativi e gestionali che garantiscano la sostenibilità dei sistemi sanitari regionali e la difesa dei LEA in tutto il Paese. Fino ad oggi rileva la SIQUAS i modelli gestionali, di sicurezza e qualità si sono sviluppati principalmente nell’area dell’assistenza e cura dei pazienti acuti in quanto la realtà degli ospedali era ed è di più facile parametrizzazione, mentre la realtà delle reti territoriali, essendo oggettivamente dispersa nei territori, è sempre stata più difficilmente monitorata e valutata. È per questa ragione che lo sviluppo del ruolo dei servizi socio sanitari e socio assistenziali richiede di affrontare in modo sistematico il tema del loro monitoraggio, della loro valutazione in termini di appropriatezza, efficacia ed efficienza, nonché di sicurezza e qualità.

12 Marzo 2012

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