Diabete. Con MiniMed Campus sport e didattica per insegnare ai ragazzi a gestire meglio patologia

Diabete. Con MiniMed Campus sport e didattica per insegnare ai ragazzi a gestire meglio patologia

Diabete. Con MiniMed Campus sport e didattica per insegnare ai ragazzi a gestire meglio patologia
Sono stati 40 I ragazzi dai 14 ai 19 anni impegnati a Selvino (Bergamo) ad inizio settembre in una cinque giorni dedicata allo sport ed al corretto utilizzo della tecnologia di ultima generazione per una migliore gestione del diabete.

Cinque ragazzi di Torino, seguiti dal Centro di Diabetologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, hanno partecipato con 35 giovani, provenienti da altre 7 regioni italiane, al MiniMed Campus che si è tenuto a Selvino (Bergamo) ad inizio settembre. Un’iniziativa didattico/sportiva nata per insegnare ai giovani pazienti una migliore gestione della patologia attraverso il corretto utilizzo di una nuova tecnologia, all’avanguardia nella gestione del diabete di tipo 1. Il Sistema Integrato Minimed 640G è costituito da un microinfusore ed un sensore che dialogano e consentono di prevenire le ipoglicemie.

In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000 con un significativo incremento in tutto il mondo. L’incidenza tra il 2001 e il 2009 nei soggetti al di sotto dei 20 anni è aumentata del 23%, con un trend di crescita del 3% annuo.

Una patologia dovuta alla carenza di insulina, che si manifesta con sete intensa, aumento delle minzioni giornaliere, debolezza e che più frequentemente insorge in età pediatrica. La diagnosi precoce di questa condizione è essenziale per evitare danni seri all’organismo in particolare nei bambini piccoli.  La SIEDP (Società Italiana Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) si è impegnata negli ultimi anni affinché i sintomi di esordio vengano riconosciuti precocemente al fine di evitare  gravi complicanze.

Il MiniMed Campus è un’iniziativa realizzata in collaborazione con 8 centri italiani specializzati nella cura del diabete di tipo 1 (Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Belcolle di Viterbo, Ospedale G. Martino di Messina, Ospedale SS. Annunziata di Chieti, Ospedale Luigi Sacco di Milano, Presidio ospedaliero di alta specializzazione G. Salesi di Ancona, Azienda Ospedaliero universitaria Meyer di Firenze) ed il supporto non condizionato di Medtronic e del Comune di Selvino.  Un’esperienza importante, quella dei cinque ragazzi, accompagnati dalla dottoressa Ivana Rabbone e dal dottor Davide Tinti dell’ospedale Infantile Regina Margherita, che hanno avuto la possibilità di sperimentare la nuova tecnologia con 35 coetanei. 

“Il Campus è stato un momento di formazione e scambio per i ragazzi  – spiega la dott.ssa Ivana Rabbone – che hanno fatto nuove amicizie ed utilizzato il nuovo dispositivo in grado di prevenire le ipoglicemie e che rappresenta un traguardo significativo verso la realizzazione del pancreas artificiale. In questa cinque giorni, protagonista è stato anche lo sport, più sicuro grazie all’utilizzo del nuovo dispositivo. Un confronto tra medici per sperimentare direttamente le opportunità che questa nuova tecnologia apporta nel miglioramento delle cure”.

L’educazione terapeutica è indispensabile per un utilizzo ottimale della tecnologia. In quest’ottica Minimed Campus ha offerto la possibilità ai ragazzi di condividere la propria esperienza e confrontarsi con i medici sulle difficoltà quotidiane legate alla patologia ed individuare le soluzioni.

13 Settembre 2015

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