Diabete. Un terzo in più i malati in meno di 10 anni. Parte la campagna di comunicazione sociale

Diabete. Un terzo in più i malati in meno di 10 anni. Parte la campagna di comunicazione sociale

Diabete. Un terzo in più i malati in meno di 10 anni. Parte la campagna di comunicazione sociale
La persona con diabete oggi può aspirare a vivere una vita normale, se il suo percorso impegnativo viene affrontato con determinazione e con il sostegno della comunità. Questa l’idea che Diabete Italia vuole diffondere, non solo ai 3 milioni di pazienti che in Italia soffrono della malattia.

Un terzo in più in meno di dieci anni. Ecco di quanto è cresciuto il numero delle persone con diabete in Italia. In numeri assoluti vuol dire che si è passati da 2.250.000 a 3.000.000 pazienti dal 2002 al 2010. Una malattia che ha evidentemente una dimensione sociale: proprio da questo parte la campagna di comunicazione sociale organizzata da Diabete Italia, un consorzio che riunisce tutte le società scientifiche e le associazioni di pazienti e operatori professionali del mondo del diabete, dal titolo “Chi ha il diabete non corre da solo”.
 
La campagna aveva visto un’anticipazione con la diffusione di un video a gennaio (vedi fondo pagina). “La prima iniziativa della campagna di comunicazione sociale di Diabete Italia è stata la realizzazione dello spot ‘Chi ha il diabete non corre da solo’, ideato da Roberto Coehn e realizzato da XTV Production e Guicar, in pianificazione a partire da gennaio con spazi gratuiti concessi dagli editori su radio, televisioni, tv degli aeroporti e metropolitane, sale cinematografiche e, in forma di annuncio, sulla carta stampata, di tutta Italia”, ha spiegato Laura Cingoli, membro del Comitato coordinamento Diabete Italia. “L’obiettivo è senz’altro quello di rafforzare il concetto che il diabete richiede una gestione corale. La persona con diabete non è sola, sia perché condivide una condizione comune, sia perché è seguita da una rete assistenziale capillare che comprende numerosi specialisti. Grazie a questa collaborazione può avere una vita realmente attiva”. 
 
A fornire i dati da cui si parte per la campagna informativa è stata una pubblicazione Istatresa disponibile alla fine dell’anno scorso. Secondo l’istituto di statistica, mentre nel 2002 era il 3,9% degli italiani a soffrire di questa malattia, nel 2010 la percentuale è salita al 4,9; contestualmente è cresciuta anche la popolazione, passata da 57,3 a poco più di 60 milioni di abitanti. L’aumento percentuale dei malati di diabete in Italia è dunque di 33 punti. A questi vanno aggiunte inoltre quasi 1 milione di persone che hanno il diabete senza saperlo e che alzano la percentuale stimata per il nostro paese a circa il 6%. “Questi dati dimostrano quanto il diabete stia diventando sempre più una malattia sociale, che coinvolge non solo chi ne è direttamente interessato ma anche le famiglie, le istituzioni, la scienza”, ha commentato Umberto Valentini, Presidente Diabete Italia. “È per questo che Diabete Italia, in sintonia con l’International Diabetes Federation (IDF) e il Ministero della Salute, ha promosso questa campagna di comunicazione, che nel corso del 2012 si propone di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza sociale della malattia. Lo scopo è soprattutto comunicare che la persona con diabete oggi può aspirare a vivere una vita attiva, che tende alla normalità”.
 
Un’idea che è stata sviluppata dal Gruppo comunicazione sociale di Diabete Italia.“La persona con diabete, al contrario di quello che pensano molti, non è un soggetto emarginato o discriminato, ma è protagonista di un percorso, certamente impegnativo, che se affrontato con determinazione e con il sostegno della comunità, conduce a una vita del tutto normale: le persone con diabete possono fare sport, anche quelli che una volta erano considerati ‘estremi’, hanno una vita sociale intensa e ricca”, ha specificato Matteo Bonomo, componente del team.
“La campagna, rivolta sia alle persone con diabete sia a coloro che non ne sono affetti, vuole contribuire a far cambiare l’immagine distorta che taluni hanno della malattia”.
 “Oltre allo spot la campagna si articola in altre iniziative quali la distribuzione di materiali informativi a cura delle associazioni di volontariato, nelle strutture diabetologiche, negli ospedali; un’attività di sensibilizzazione dei media in modo da raggiungere capillarmente la popolazione, sana e con diabete; l’attivazione di un’apposita sezione sul sito di Diabete Italia”, ha continuato Patrizia Pappini Oldrati, anche lei nel Gruppo comunicazione sociale Diabete Italia.
Una campagna, dunque, che non prevede solo un piano di comunicazione audiovideo. “I prossimi progetti per quest’anno saranno, in previsione della Giornata Mondiale del Diabete – il 14 novembre – dedicata alla prevenzione della malattia, incontri pubblici e partecipazione a convegni nazionali e internazionali per diffondere i messaggi di Diabete Italia”, ha concluso Oldrati.
 
La campagna vuole esprimere il valore fondante di Diabete Italia:aggregare le diverse competenze del mondo del diabete – medici, operatori sanitari professionisti, associazioni di persone con diabete – al fine di promuovere un cambiamento culturale nella sensibilità generale verso la malattia e nell’assistenza alla persona che ne è affetta.
Ma non solo. L’intento è quello, come già successo in precedenza, di passare dalla comunicazione all’azione vera e propria. “La nostra associazione è diventata una ‘piazza virtuale’, di incontro e rappresentanza verso le Istituzioni e l’opinione pubblica”, ha spiegato ancora Valentini. “Lo scorso anno, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, abbiamo organizzato la Prima Conferenza Nazionale sul diabete, un incontro al vertice nel corso del quale Diabete Italia si è confrontato con rappresentanti del Governo, delle Agenzie governative e delle Regioni per fare il punto sulle esigenze delle persone con diabete e sull’evoluzione dell’assistenza nel nostro Paese. Da questa sorta di ‘Stati generali’ è scaturito il ‘Documento per l’assistenza alla persona con diabete’ che propone ai decisori istituzionali di realizzare un Piano Nazionale sul Diabete, per un’assistenza integrata in una logica di rete. Il Documento è stato quindi presentato in audizione parlamentare alla XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e rappresenta un concreto passo avanti nella lotta al diabete in Italia”.
CHI HA IL DIABETE NON CORRE DA SOLO
from XTV Productions on Vimeo.

01 Marzo 2012

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