Diritti dei minori Lgbtqi+. Appello dei giovani alle istituzioni per promuovere la sensibilizzazione 

Diritti dei minori Lgbtqi+. Appello dei giovani alle istituzioni per promuovere la sensibilizzazione 

Diritti dei minori Lgbtqi+. Appello dei giovani alle istituzioni per promuovere la sensibilizzazione 
Dalla Consulta delle ragazze dei ragazzi, organo consultivo dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, un elenco di raccomandazioni rivolte alle istituzioni, che sono diventante anche gli slogan della campagna social diffusa dall’Autorità oggi, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (il 17 maggio del 1990 l’Oms cancellò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali).

Promuovere a scuola incontri di sensibilizzazione sui diritti dei minorenni Lgbtqi+ rivolti a studenti, docenti e personale Ata. Trattare, nell’ambito dei progetti di educazione all’affettività, la tematica di genere e la pluralità dell’orientamento sessuale con il supporto di persone adeguatamente formate. E ancora, sensibilizzare all’uso di un linguaggio inclusivo che tenga conto dell’identità di genere, rafforzare la collaborazione con le forze di polizia attraverso accordi per ricevere eventuali segnalazioni di reati a carattere omofobo e diffondere materiale per prevenire e contrastare la violenza basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere. Sono queste alcune delle raccomandazioni adottate dalla Consulta delle ragazze dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, rivolte alle istituzioni, a cominciare dal ministero dell’Istruzione, e diventate anche oggetto di una campagna diffusa oggi sui canali social dell’Agia in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, riconosciuta nel 2004 dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite in ricordo del 17 maggio 1990, giorno nel quale l’Organizzazione mondiale della sanità cancellò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.

“I ragazzi – spiega in una nota l’Autorità garante Carla Garlatti – hanno chiesto autonomamente di approfondire questa tematica e hanno dedicato al lavoro più di un mese, nel corso del quale hanno incontrato esperti, visionato film, approfondito e dibattuto sulle strategie messe in campo dall’Ue e dall’Italia. Al termine del lavoro hanno formulato una serie di proposte che mi hanno poi affidato affinché le riportassi pubblicamente”.

Oltre alle raccomandazioni rivolte al Ministero dell’istruzione e del merito, la Consulta ha chiesto a politici italiani ed europei di riconoscere ai figli delle coppie omogenitoriali gli stessi diritti di quelli di coppie eterosessuali e di inserire nelle future Strategie – quella della Commissione Europea sull’uguaglianza e quella italiana sui diritti Lgbtq+ – una particolare attenzione per la condizione dei minorenni stranieri non accompagnati provenienti da paesi nei quali sono stati perseguitati o limitati nei diritti perché Lgbtqi+.

“Trovo molto significativo – aggiunge Garlatti – che la Consulta abbia sollevato la necessità di adottare adeguati strumenti di contrasto al fenomeno dell’hate speech, specie di natura omofoba, sui social”.

I ragazzi hanno suggerito, in particolare, l’applicazione delle stesse sanzioni previste in ambito sportivo per gli insulti a sfondo razziale a quelli di natura omofoba. Attenzione al linguaggio quando si parla di minorenni Lgbtqi+ è stata chiesta anche a giornalisti e singoli cittadini; inoltre i ragazzi hanno chiesto una sensibilizzazione delle famiglie per prevenire discriminazioni e violenza intrafamiliare.

Il Ministero per le pari opportunità, infine, è stato sollecitato a raccogliere i dati sulle violenze e discriminazioni subite dai minorenni Lgbtqi+ per prevedere una strategia d’intervento mirata ed efficace.

17 Maggio 2024

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