Disturbi alimentari. Iardino (The Bridge): “Serve approccio più scientifico che ne riconosca la specificità patologica, spesso sommariamente indicata come psichiatrica”

Disturbi alimentari. Iardino (The Bridge): “Serve approccio più scientifico che ne riconosca la specificità patologica, spesso sommariamente indicata come psichiatrica”

Disturbi alimentari. Iardino (The Bridge): “Serve approccio più scientifico che ne riconosca la specificità patologica, spesso sommariamente indicata come psichiatrica”
Secondo Iardino “sono necessari anche cambiamenti nella presa in carico del paziente, a partire dall’intercettazione del problema e, quindi, della diagnosi precoce. Per questo abbiamo bisogno di strutture adeguate e diffuse in modo capillare sul territorio

“L’impennata dei casi di Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna) è preoccupante e mostra l’urgenza di affrontare questa patologia con un approccio di carattere prettamente sanitario e più scientifico”. Lo ha detto la Presidente di Fondazione The Bridge, Rosaria Iardino, a margine dell’incontro “DCAmolo. I disturbi alimentari tra politica, clinica e realtà”, organizzato dalla Fondazione Fiocchetto Lilla alla Camera dei Deputati, dove è intervenuta la coordinatrice del Centro Studi di Fondazione The Bridge, Luisa Brogonzoli.

“La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo, è una buona occasione per rimarcare le criticità relative ai Dna” ha aggiunto Iardino, osservando che sul tema “occorre abbandonare la vecchia narrazione, ormai troppo impregnata di sensazionalismo e comunque legata a tragedie personali, per affrontarla in un contesto scientifico e numerico, riconoscendone la specificità patologica, spesso sommariamente indicata come psichiatrica”.

Secondo Iardino “sono necessari anche cambiamenti nella presa in carico del paziente, a partire dall’intercettazione del problema e, quindi, della diagnosi precoce. Per questo abbiamo bisogno di strutture adeguate e diffuse in modo capillare sul territorio. Si avverte l’esigenza, inoltre, di un monitoraggio che permetta di fornire dati e informazioni puntuali per tracciare un’efficace strategia sanitaria a livello nazionale e regionale. Affinché tutto ciò possa funzionare, è necessario che in tutte le Regioni i Dna vengano riconosciuti come una patologia a sé stante, con un sistema nomenclatore uniforme e risultati definibili in termini di outcome clinico” ha concluso la Presidente di Fondazione The Bridge.

15 Marzo 2024

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