Emissioni auto. Parlamento UE dà via libera a raddoppio limiti 

Emissioni auto. Parlamento UE dà via libera a raddoppio limiti 

Emissioni auto. Parlamento UE dà via libera a raddoppio limiti 
Pur se solo con 6 voti di scarto è stata infatti bocciata la proposta caldeggiata dalla Commissione Ambiente di fermare le modifiche agli attuali limiti proposti dalla Commissione UE dopo lo scandalo ‘dieselgate’. Il nuovo regolamento tollera emissioni superiori al 110% rispetto ai limiti attuali fino al 2019 e del 50% a partire dal 2020.

Bocciata dal Parlamento Ue con 323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni, la risoluzione della Commissione Ambiente che raccomandava all’Assemblea di Strasburgo di porre il veto al progetto di atto delegato della Commissione europea che istituisce la procedura per i test sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida (RDE).
 
Il nuovo progetto della Commissione UE, prevede test più stringenti per le automobili in seguito al recente dieselgate che ha mostrato tutte le falle del sistema ma anche una deroga temporanea al rispetto dei limiti attuali. Il sistema odierno è stato infatti ritenuto a tal punto fallace che la proposta della Commissione prevede, nella prima fase, che i produttori delle autovetture riducano il divario a un "fattore di conformità" di massimo 2,1 (110%) per i nuovi modelli entro settembre 2017 (e per i nuovi veicoli entro settembre 2019), e nella seconda fase, il divario dovrebbe essere ridotto fino a un fattore di 1,5 (50%), considerando i margini di errore tecnici, entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (ed entro gennaio 2021 per tutte le nuove macchine). Un fattore di conformità per il numero di particelle (PN) deve ancora essere definito”.
 
Secondo la Commissione europea, l'aumento temporaneo dei limiti, oggetto dell'obiezione votata oggi, “è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all'uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte”.

"Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l'obiezione, alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito", ha detto il Presidente della commissione ambiente Giovanni La Via (PPE, IT). "Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione UE per le auto, così come richiesto dal Parlamento".

"Accolgo quindi con favore la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l'industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili. In Europa, avremo una migliore qualità dell'aria per i nostri cittadini senza perdere posti di lavoro ", ha concluso La Via.

Cosa succede ora. Il voto di oggi spiana la strada alla Commissione per l'attuazione del secondo pacchetto RDE. Per completare il procedimento ne devono ancora essere approvati due. La commissione ambiente terrà un'audizione pubblica sulla procedura RDE il prossimo 23 febbraio

03 Febbraio 2016

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