Europa. Il maltese Tonio Borg nuovo Commissario alla sanità

Europa. Il maltese Tonio Borg nuovo Commissario alla sanità

Europa. Il maltese Tonio Borg nuovo Commissario alla sanità
Era stato fortemente contestato da una parte di europarlamentari e da moltissime associazioni internazionali, ma alla fine l’ex ministro maltese ultraconservatore è riuscito a convincere più della metà del Parlamento europeo a dargli fiducia per questa carica. Ora si attende solo la formalizzazione da parte del Consiglio Eu.

Sebbene non fosse del tutto scontato, Tonio Borg l’ha spuntata: il maltese, candidato non senza polemiche a sostituire il commissario alla sanità e ai consumatori, ha l’appoggio dell'Europarlamento per questo ruolo, con 386 voti a favore, 281 contro e 28 astensioni. Presto – non appena il Consiglio Ue formalizzerà la carica e nonostante le numerose opposizioni da parte di associazioni internazionali – coprirà dunque l’importante carica europea.
 
Chi è Tonio Borg?
Il personaggio è piuttosto controverso: ultraconservatore, dichiaratamente antiabortista, fermamente contrario ai diritti delle persone omosessuali e feroce antagonista del divorzio, fino a ieri era Ministro degli Esteri di Malta.
Qualche anno fa Borg era stato “denunciato” da Amnesty International per le sue politiche di espulsione dei rifugiati e nei centri di detenzione per stranieri, nonché al centro dello scandalo per il respingimento del barcone di cittadini eritrei che aveva poi portato alla morte di 75 persone. Per l’atteggiamento sulla questione dei migranti il maltese aveva ricevuto forti critiche e condanne anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
Precedentemente, come ministro dell'Interno di Malta, aveva tentato di far inserire il divieto di aborto direttamente nella Costituzione, quando ad oggi è ‘solo’ una legge: l’isola è infatti l’unica nazione in Europa oltre a Città del Vaticano a non permettere l’aborto in nessun caso – neanche se vita della madre è a rischio – pena la detenzione da 18 mesi a 3 anni.
 
L’appoggio dell’Europarlamento
Nonostante le controversie, dopo le dimissioni di John Dalli, avvenute in seguito allo scandalo per una inchiesta sulla presunta estorsione ai danni di una società svedese del tabacco, Borg ha avuto l’appoggio del Partito popolare europeo (Ppe, principale gruppo politico al parlamento), dell’Ecr (conservatori e riformisti, nato nel 2009 da una costola del Ppe ), del presidente delle Commissione, José Manuel Barroso e di parte dei socialdemocratici (S&D).
L’opposizione e la manifesta preoccupazione espressa sia da liberali (Alde, terzo gruppo al parlamento europeo), Verdi e Gue/Ngl (Sinistra unita), che da associazioni come Amnesty International e International Planned Parenthood Federation – ma anche le italiane Certi Diritti, Gruppo Luna, Arcilesbica, Torinolaica e Aidos – non sono dunque riusciti a fermare la candidatura del maltese, che ha strappato l’appoggio della maggioranza dell’Europarlamento.
 
Cosa ha convinto e cosa no?
Anche prima di oggi, Borg non sembrava troppo preoccupato di non riuscire ad ottenere l’approvazione. Anzi, si era dimostrato molto sicuro di sé già nel corso dell’audizione al Parlamento europeo della scorsa settimana, nella quale eurodeputati e attivisti avevano potuto ascoltare le sue idee sui temi per i quali erano più preoccupati, come diritti di donne, soggetti Lgbt e migranti.
Riguardo alle sue idee sull’aborto, il neocommissario aveva dichiarato in quell'occasione che pur essendo lui contrario all’interruzione di gravidanza, questo non è uno dei campi di competenza degli Stati membri dell’Ue. Altrettanto tranquillizzante voleva essere la dichiarazione sulle discriminazioni: il politico aveva infatti affermato con fermezza di disapprovarne qualsiasi forma. Eppure, appena tre anni fa – quando ancora era un esponente del governo di Malta – aveva affermato altrettanto fermamente come il Partito Nazionalista di cui faceva parte non avesse alcuna intenzione di tutelare i diritti delle coppie omosessuali.
 
Le polemiche continuano
Le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti all’approvazione, insomma, non avevano convinto tutti. Nonostante questo l’ok del Parlamento europeo è arrivato.
Ad oggi però le stesse preoccupazioni già sollevate rimangono, sia tra le associazioni che tra gli europarlamentari. “Il curriculum politico di Borg dimostra come le sue convinzioni abbiano una forte influenza su come agisce in politica, dunque nonostante le rassicurazioni che ha tentato di darci nel corso dell’audizione siamo ancora contrari a quest’elezione”, ha commentato Irene Donadio, portavoce di Planned Parenthood. Della stessa idea anche Chris Davies, parlamentare europeo per conto dei Liberal democratici inglesi: “La decisione è stata presa, ma non possiamo astenerci dal commentare che non siamo d’accordo – ha detto il politico – soprattutto perché non crediamo che Borg possa essere la persona giusta per occuparsi di questioni cruciali per la salute pubblica come la prevenzione dell’Hiv, o la ricerca sulle cellule staminali”.
 
Laura Berardi

22 Novembre 2012

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