Farmaci antitumorali. La Grecia non paga, Merck Serono sospende distribuzione agli ospedali

Farmaci antitumorali. La Grecia non paga, Merck Serono sospende distribuzione agli ospedali

Farmaci antitumorali. La Grecia non paga, Merck Serono sospende distribuzione agli ospedali
L’azienda tedesca non fornisce più l'erbitux agli ospedali greci. Il medicinale è utilizzato da persone colpite da diverse forme di cancro. Da Bonn hanno fatto sapere che i cittadini greci potranno acquistarlo direttamente nelle farmacie. Ma la cura può arrivare a costare anche 4mila euro al mese.

La tedesca Merck Serono non fornirà più l'erbitux agli ospedali greci, a causa dei mancati pagamenti da parte dello Stato. A riportare la notizia sono stati diversi organi di stampa internazionali. Il farmaco, il secondo prodotto più venduto della Merck, viene prescritto soprattutto per i tumori colon-rettali o per quelli della testa e del collo. D'ora in poi, hanno fatto sapere dal quartier generale di Bonn, chi ne ha bisogno potrà rivolgersi direttamente nelle farmacie, peccato che la cura possa arrivare a costare anche 4mila euro al mese.

Durante tutto il 2010 e i primi sei mesi del 2011 la Grecia ha pagato solo un terzo dei 2 miliardi di euro di medicinali acquistati per i propri ospedali e, all'inizio del 2012, ha saldato parte del debito residuo con titoli di Stato.

La Merck Serono – ricorda oggi il Sole 24 ore – non è la prima azienda farmaceutica ad adottare misure tanto drastiche. Un anno fa la stessa decisione è stata adottata dalla svizzera Roche aveva sospeso le forniture a credito a 23 ospedali pubblici portoghesi, appellandosi al fatto che avevano accumulato debiti per 135 milioni di euro, e che ritardavano ormai i pagamenti anche per più di 420 giorni. Nel 2010, invece, è stata la danese Novo Nordisk a sospendere le forniture, questa volta di insulina, dopo una diatriba sui prezzi di vendita, conclusasi con l'invio di prodotti di costo (e qualità) inferiore. 

Forte preoccupazione è stata espressa da Roberto Labianca, presidente Cipomo (Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri). “Oggi abbiamo letto con preoccupazione quanto sta avvenendo in Grecia rispetto alla fornitura di farmaci anti-tumorali. Comprendiamo i sacrosanti diritti delle case farmaceutiche a vedere onorate le loro forniture ed apprezziamo che a livello europeo esse abbiano già promosso iniziative volte a fornire ulteriori dilazioni sui pagamenti  e coperture dei crediti avanzati, ma quanto accaduto in Grecia e Portogallo è un allarme troppo alto per l’Italia”.

“Riteniamo fondamentale che venga ribadito oggi più che mai da parte di tutte le Istituzioni italiane preposte – ha proseguito Labianca – che mai si giungerà a situazioni di questo tipo. Come Primari oncologi medici intendiamo rimarcare una volta di più il sacrosanto diritto costituzionale del cittadino ad avere le cure appropriate che vuol dire anche libera fruizione dei farmaci all’interno delle strutture pubbliche. È un principio di civiltà per noi inderogabile e sul quale saremo inflessibili nell’applicazione”.
 
“Una crisi economica e finanziaria seppur grave come quella che stiamo vivendo – ha concluso il presidente Cipomo – non può portare alla rinuncia del rispetto di conquiste di civiltà come la libera fornitura all’interno delle strutture ospedaliere di farmaci anti-tumorali”.

06 Novembre 2012

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