Fecondazione eterologa. Mattesini (Pd): “Non c’è bisogno di un decreto per l’applicazione della legge 40”

Fecondazione eterologa. Mattesini (Pd): “Non c’è bisogno di un decreto per l’applicazione della legge 40”

Fecondazione eterologa. Mattesini (Pd): “Non c’è bisogno di un decreto per l’applicazione della legge 40”
E’ questa la risposta della senatrice del Pd Donella Mattesini, membro della commissione Sanità del Senato, all’annuncio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di un decreto per l’applicazione della legge 40. Il rischio, secondo Mattesini, è che si riapra il dibattito ideologico.

La senatrice del Pd Donella Mattesini, membro della commissione Sanità del Senato, interviene sul destino normativo della legge 40 e sottolinea la necessità di emanare al più presto le nuove linee guida. “All'ennesimo annuncio fatto oggi dal ministro Lorenzin di un decreto per l'applicazione della legge 40 – spiega Mattesini – come ha già fatto nei giorni scorsi nell'audizione alla Camera, vogliamo rispondere che non c'è bisogno di un decreto per l'applicazione della legge, come dimostra la delibera della Regione Toscana che la ministra prende come scusa per imporre un decreto che rischia di riaprire un dibattito ideologico. Sarebbe auspicabile e doveroso – aggiunge- invece che il ministro emanasse le Linee guida, le ultime risalgono al 2008, come ribadito dalla sentenza della Consulta, le sole che possono armonizzare l'applicazione della sentenza stessa su tutto il territorio nazionale".

"La scelta della ministra –continua la senatrice – ci sembra nascondere una volontà ben precisa che va verso il superamento dell'anonimato, tant’é che riferisce di un parere del Comitato etico del 2011 e fa l'elenco dei paesi europei dove non esiste l'anonimato del donatore tra cui Austria, Germania, Olanda, Svizzera, Finlandia, Svezia omettendo però di dire che questi paesi hanno avuto leggi eugenetiche. A questo proposito – sottolinea – vogliamo invece ricordare che nel mondo oltre il 90% dei Paesi garantisce l'anonimato così come previsto dalle Direttiva europee recepite con i decreti legislativi n.191/07 e 16/10 che prevedono un rigoroso anonimato nella donazione".

"Se si fosse proceduto – spiega ancora Mattesini – all'applicazione della sentenza della Consulta e quindi alla definizione delle Linee guida della legge 40, che prevedono l'approvazione con DM previo parere del Consiglio superiore della Magistratura sentite le competenti commissioni parlamentari, non sorgerebbe il dubbio della strumentalizzazione dei i temi indicati per bloccare la piena applicazione della sentenza, riaprendo un dibattito tutto ideologico che rischia di non rispondere alle richieste concrete di tante coppie che desiderano un figlio”.

31 Luglio 2014

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