Fp Cgil: “Solo il 22,4% delle donne accede alla contraccezione attraverso il servizio pubblico”

Fp Cgil: “Solo il 22,4% delle donne accede alla contraccezione attraverso il servizio pubblico”

Fp Cgil: “Solo il 22,4% delle donne accede alla contraccezione attraverso il servizio pubblico”
Il sindacato denuncia anche come i tagli nel corso degli anni abbiano portato a una forte riduzione del personale anche nei consultori. “Solo il 22,4% di donne riesce ad accedere alla contraccezione attraverso il servizio pubblico e le differenze territoriali sono rilevanti e preoccupanti”, avverte la Fp Cgil.

“A seguito dei pesanti tagli alla Sanità Pubblica subiti negli ultimi anni, a rimetterci sono, tra le altre, le attività dei consultori che stanno subendo una drastica riduzione dei servizi che prima venivano offerti gratuitamente, creando disuguaglianze e andando a colpire in particolare giovani donne, ceti meno abbienti, donne migranti e coppie giovani. Solo il 22,4% di donne riesce ad accedere alla contraccezione attraverso il servizio pubblico e le differenze territoriali sono rilevanti e preoccupanti. Una piaga non solo per i servizi e l'utenza, ma anche per i pochi professionisti rimasti, caricati di lavoro”.


 


La denuncia arriva dalla Funzione Pubblica Cgil, che raccoglie, infatti, anche il grido di allarme del personale, in “gravissima carenza”, condizione “non consente di svolgere le funzioni fondamentali che la Legge affida ai consultori. Frequenti sono i casi in cui i pochi professionisti rimasti sono sottoposti a carichi di lavoro rilevantissimi, e spesso quasi esclusivamente adempimenti burocratici”, spiega il sindacato in una nota.

Attività di screening, educazione, prevenzione e promozione della salute, assistenza psicologica post partum, prima assistenza in caso di violenza, interruzione di gravidanza: “Sono tutte attività svolte nei consultori che stanno subendo e subiranno una drastica riduzione nell'offerta. Donne e uomini hanno il diritto di accedere a quei servizi”, prosegue la nota della Fp Cgil.
 
La Fp Cgil fa nota come "la situazione attuale concorre a creare disuguaglianze tra classi sociali, lasciando fuori dalla prevenzione e dagli screening una larga parte di popolazione, determinando una differenziazione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

“Sosteniamo con forza – conclude la Fp Cgil – la necessità di investire in questi servizi, prima di tutto con adeguate assunzioni di personale. Abbiamo proposto l'avvio di una discussione con altri sindacati europei per confrontare le situazioni tra paesi e definire i gap esistenti e proporre infine un Piano comune sulla salute di genere su prevenzione, diagnosi, cura, ricerca e investimenti”.

05 Novembre 2019

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