Frosinone. Guardia di Finanza scopre truffa al Ssn. Medici ‘curavano’ defunti

Frosinone. Guardia di Finanza scopre truffa al Ssn. Medici ‘curavano’ defunti

Frosinone. Guardia di Finanza scopre truffa al Ssn. Medici ‘curavano’ defunti
Risultavano essere defunti ma erano ancora iscritti al Ssr e i medici intanto ricevevano i compensi e prescrivevano farmaci. Sono le 1500 persone decedute che per anni sono rimaste a carico del Ssr, senza contare altre 5.500 persone di cui si ignora l’identità. In questo modo 90 medici ricettavano farmaci a dei defunti, mentre altri 194 percepivano regolarmente le indennità della Regione. La truffa è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Frosinone nell’ambito di un’operazione denominata “Lazzaro”.

“La Signora Rosa viene assistita dal suo medico di fiducia, che riceve soldi dalla Regione per accudire la sua paziente. A Rosa, inoltre, vengono prescritte, ogni tanto, delle medicine che paga la mutua, per curare gli acciacchi dell’età. La Signora Rosa, però, è morta da sedici anni”.
La desolante scoperta fa accendere i riflettori sulla Sanità ciociara da parte delle Fiamme Gialle.
La Guardia di Finanza di Frosinone ha scoperto una truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale. L’operazione, denominata Lazzaro ha evidenziato come circa 1500 persone morte da anni risultavano ancora iscritte nelle liste della Regione. Alcuni degli iscritti risultavano nati nel 1873 (forse per errore), altri ancora venivano “assistiti” anche dopo 16 anni dal decesso. Insomma, un esercito di “fantasmi” che continuano a gravare sulle tasse dei cittadini laziali.
I medici di famiglia ricevevano in questo modo i compensi per ogni assistito a carico, ma si è scoperto anche un giro di farmaci rimborsati dalla Regione e prescritti a malati morti però da anni. A gettare ancora più ombre sul caso risultano essere ignote le identità di ben 5.500 persone comprese negli elenchi degli assistiti. La Guardia di finanza ha segnalato alla Corte dei Conti ventuno dirigenti e funzionari dell'Asl di Frosinone. Novanta in tutto i medici coinvolti nelle prescrizioni post-mortem.
Ad essere rimasti coinvolti nell’operazione sono 194 medici che hanno ricevuto le indennità per pazienti deceduti ma che risultavano essere ancora a loro carico. I camici bianchi dovranno ora restituire circa 125.000 euro. Nello specifico risultano essere 35 i medici con più pazienti deceduti a carico nel periodo preso in esame dalla Guardia. 90 i medici che hanno prescritto farmaci dopo la morte dei pazienti. Anche in questo controllo, sono emerse sorprese per gli inquirenti: infatti, è risultato che a pazienti defunti erano state prescritte per 700 volte medicine acquistate dopo la loro morte. Anche tali prescrizioni erano state pagate con denaro pubblico.
Ad accendere le luci dell’inchiesta, circa due anni fa, era stata l'attività di monitoraggio sulla spesa pubblica svolta dalle fiamme gialle attraverso l’esame dei bilanci e dei documenti contabili degli enti pubblici locali. La Guardia di finanza ha passato al setaccio le spese effettuate dalla Regione Lazio per la Sanità e, in particolare, gli stipendi pagati ai medici di famiglia. I finanzieri, attraverso l’incrocio degli elenchi degli assistiti dell’Asl di Frosinone, circa 465.000 persone con gli elenchi dei defunti avuti dalle anagrafi comunali sono così riusciti a scoprire che oltre 1.500 persone defunte risultavano ancora in vita per il servizio Sanitario Nazionale
“In relazione all’indagine ho chiesto oggi al nucleo dei NAS della Commissione d’inchiesta di acquisire tutte le informazioni. I dati saranno illustrati e valutati durante la prossima riunione dell’ufficio di presidenza della Commissione”. Lo comunica il senatore Ignazio Marino, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale.

01 Settembre 2011

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