Giovani Medici Day. “Riformare l’accesso alle scuole di specializzazione”

Giovani Medici Day. “Riformare l’accesso alle scuole di specializzazione”

Giovani Medici Day. “Riformare l’accesso alle scuole di specializzazione”
Sit in a Roma organizzato da Sigm con centinaia di camici bianchi. Chiedono di rivedere i parametri del concorso e maggior attenzione per i corsisti in medicina generale. Proteste anche per l'esiguo numero di borse. Interviene il ministro Lorenzin, che promette: "Sono con voi, lavoro per soluzione equa".

Modificare i parametri di accesso alle specializzazioni e riformare i corsi di formazione in medicina generale. Queste le richieste che hanno portato davanti Montecitorio centinaia di camici bianchi, provenienti da ogni regione d’Italia, in occasione del "Giovani Medici Day" organizzato dal Segretariato italiano giovani medici (Sigm).  “Noi vogliamo questa riforma” e “Più meritocrazia e meno ingiustizia”, gli slogan scanditi dai ragazzi che, sin dal loro arrivo in mattinata, hanno chiesto di incontrare il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e quello dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza.

Nel mirino della protesta c’è, innanzitutto, il concorso. “La prova scritta è basata su un quiz di 60 domande scelte da un database – spiega Elisa Corsi, una specializzanda – Si tratta quindi di un semplice esercizio mnemonico che non verifica l’effettiva preparazione”. Un altro aspetto fortemente criticato riguarda il ruolo degli esaminatori, che spesso assegnano ai vari candidati differenti tracce per gli elaborati. “In questo modo viene a mancare uniformità di giudizio – aggiunge Elisa – E si rischia che il concorso non abbia alcun valore in quanto si tende a scegliere esclusivamente in base al curriculum e alla carriera universitaria”.

Tra i manifestanti, anche numerosi frequentatori dei corsi in medicina generale. Chiedono che il loro percorso venga equiparato a quello degli specializzandi, sia a livello di formazione che in termini di trattamento economico. “Percepiamo circa 850 euro lordi al mese che corrispondono a meno della metà di quanto guadagnano i colleghi delle scuole di specializzazione – lamenta Massimiliano Lucarelli, un corsista in Medicina Generale – E a livello operativo abbiamo poco spazio, in quanto troppo spesso siamo dei tirocinanti che si limitano a osservare”. E proprio per modificare la configurazione dei corsi in medicina generale, verrà presentato in Parlamento un disegno di legge con primo firmatario il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (Pdl).

Un altro nodo è legato al numero di posti a disposizione per i percorsi post laurea. I manifestanti sottolineano infatti che ogni anno si iscrivono a medicina circa diecimila matricole, mentre per i neolaureati sono disponibili soltanto 4.500 posti per gli specializzandi e circa 850 per i corsisti di medicina generale. Al termine del sit in è intervenuto il ministro, Beatrice Lorenzin, che ha garantito di essere “solidale con le rivendicazioni dei ragazzi e quindi mi impegnerò affinché nessun giovane medico venga escluso dalla formazione. Stiamo lavorando per definire una soluzione equa e sostenibile”. Poco dopo una delegazione di giovani è stata ricevuta da Maria Chiara Carrozza. “Speriamo sia solo l’inizio di un dialogo aperto e proficuo”, si augurano i manifestanti.  

14 Maggio 2013

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