Iardino: “Tutti conoscono il nostro bacio, ma è nella vita di tutti i giorni che va ricercata la grandezza professionale e umana di Aiuti”

Iardino: “Tutti conoscono il nostro bacio, ma è nella vita di tutti i giorni che va ricercata la grandezza professionale e umana di Aiuti”

Iardino: “Tutti conoscono il nostro bacio, ma è nella vita di tutti i giorni che va ricercata la grandezza professionale e umana di Aiuti”
Negli anni davvero difficili per i malati di hiv, si è speso per trovare ricovero a chi veniva ripudiato dalla famiglia, per sensibilizzare i chirurghi che si rifiutavano di compiere anche gli interventi più semplici sui sieropositivi, per fare il modo che chi moriva potesse trovare degna sepoltura visto che spesso anche gli impresari funebri si rifiutavano di occuparsi delle persone che sapevano aver contratto il virus

A volte la vita ti fa fare degli incontri che, anche se sul momento non lo sai, cambiano completamente il tuo percorso.
Quello con Fernando è stato uno di questi incontri.
 
Tutti conoscono l’episodio del bacio perché è stato un momento pubblico che ha creato grande scalpore, ma è nella vita di tutti i giorni, lontano dai riflettori, che va ricercata la grandezza professionale e umana di Fernando.
 
Fernando Aiuti, negli anni davvero difficili per i malati di hiv, si è speso per trovare ricovero a chi veniva ripudiato dalla famiglia, per sensibilizzare i chirurghi che si rifiutavano di compiere anche gli interventi più semplici sui sieropositivi, per fare il modo che chi moriva potesse trovare degna sepoltura visto che spesso anche gli impresari funebri si rifiutavano di occuparsi delle persone che sapevano aver contratto il virus.
 
Erano momenti drammatici, che abbiamo superato anche grazie a lui che tra i primi ha capito che al centro doveva esserci la persona, non la paura della malattia.
 
Non conto le volte in cui l’ho chiamato chiedendogli consigli per gestire emergenze che non sapevo affrontare. E lui c’era, sempre. Lontano dalle luci delle telecamere e dai flash delle macchine fotografiche, ma vicino al cuore di chi aveva paura, e in lui sentiva calore e fiducia.
 
Se potessi parlargli un’ultima volta lo ringrazierei ancora per avermi insegnato cosa significhi poter guardare al futuro con speranza.
Grazie, una parola semplice ma immensa, come lui.
 
L’unico rammarico e che non ha conosciuto mia figlia, ne avevamo parlate anche quando diventare mamma sembrava impossibile, si solo questo…
Rosaria Iardino

Rosario Iardino

09 Gennaio 2019

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