Il network di Terapie intensive italiane GiViTI si apre al Sud

Il network di Terapie intensive italiane GiViTI si apre al Sud

Il network di Terapie intensive italiane GiViTI si apre al Sud
Il Gruppo italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva organizza un incontro di due giorni a Lecce (8-9 Aprile) per stimolare la partecipazione delle regioni del Mezzogiorno al network che si prefigge di migliorare la qualità dell’assistenza nelle rianimazioni italiane.

"Il GiViTI, Gruppo italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva promosso dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, che da anni raccoglie dati epidemiologici sui pazienti ammessi alle terapie intensive italiane fa un deciso passo verso i centri del Sud Italia, finora poco rappresentati in questo network, che include moltissime rianimazioni del Centro-Nord". È quanto si legge in una nota dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.

"Al GiViTI, infatti, a cui sono iscritte 191 Terapie Intensive a livello nazionale (la metà circa del totale), con il 67,5% collocato al Nord, sfuggono i risultati delle prestazioni della maggioranza dei reparti collocati al Sud. Su 191 iscritti solo 18 Terapie Intensive (il 9,4%) si trovano nelle Regioni del Mezzogiorno. Questo sbilanciamento – spiega la nota – si riverbera inevitabilmente sui modelli di predizione dei decessi che rispecchiano la realtà socio-sanitaria del Centro-Nord profondamente differente da quella delle Regioni meridionali".
 
"La morte di un paziente in terapia intensiva è influenzata da elementi precedenti al ricovero – aggiunge l'Istituto -, che vanno dai tempi del soccorso extra-ospedaliero, a quelli necessari a trovare un ospedale con un posto letto disponibile, a quelli di trasporto, al grado di affollamento del reparto di terapia intensiva. Queste variabili cambiano progressivamente da Nord a Sud, e bisognerebbe conoscerle e tenerne conto quanto si misura la capacità di curare di una struttura sanitaria".

“Anche per questo, il GiViTI, fondato nel 1992, ha deciso di organizzare, per la prima volta nella propria storia, un “Meeting al Sud” (scegliendo Lecce come sede). “Con l’obiettivo – spiega Stefano Finazzi della Direzione scientifica del GiViTI – da un lato di presentare, a medici e infermieri che lavorano nelle Terapie Intensive del Mezzogiorno, le numerose attività del Gruppo e gli stimoli e i benefici che possono derivare dal partecipare ai diversi progetti condivisi, dall’altro di imparare a conoscere i problemi specifici di realtà differenti dalla maggioranza dei centri attualmente iscritti al GiViTI, che richiedono ovviamente soluzioni specifiche”.

"Dalla sua nascita il GiViTI, affiliato all’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e con sede operativa presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare 'Aldo e Cele Daccò' di Ranica (BG), promuove e realizza una serie di progetti di ricerca con l'obiettivo di descrivere, analizzare e migliorare la qualità dell'assistenza nelle Terapie Intensive italiane – specifica la nota -, rappresentando uno dei primi e più grandi gruppi di ricerca in Terapia Intensiva operanti al mondo. Dal suo esordio a oggi, il GiViTI ha raccolto dati su più di un milione di pazienti, 77.175 nel solo 2018, di cui: 54.774 al Nord, 17.537 al Centro e 4.864 al Sud".

Diversi saranno i temi affrontati nella due-giorni del Meeting: dalla valutazione della qualità dell’assistenza agli indicatori di efficienza, efficacia e appropriatezza delle cure; dal trattamento del trauma cranico (e dei criteri di centralizzazione del paziente traumatizzato) all’antibioticoterapia con approfondimento sulla multiresistenza e sull’antibiotic stewardship.

"Il Meeting, durante il quale sarà presentato anche un progetto (già in avanzata fase attuativa) di cartella clinica elettronica di Terapia Intensiva – conclude la nota -, si chiuderà con la discussione su un tema fondamentale per la quotidianità dei reparti di rianimazione: la ventilazione artificiale". 

05 Aprile 2019

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