Il Papa agli operatori sanitari: “Obiezione di coscienza scelta necessaria per restare coerenti al sì alla vita”

Il Papa agli operatori sanitari: “Obiezione di coscienza scelta necessaria per restare coerenti al sì alla vita”

Il Papa agli operatori sanitari: “Obiezione di coscienza scelta necessaria per restare coerenti al sì alla vita”
Così il Pontefice nel messaggio in occasione della prossima Giornata mondiale del malato. Papa Francesco ha poi rivolto un appello ai governi mondiali affinché “coniugando i principi di solidarietà e sussidiarietà, si cooperi perché tutti abbiano accesso a cure adeguate per la salvaguardia e il recupero della salute”. IL MESSAGGIO INTEGRALE.

“La vita va accolta, tutelata, rispettata e servita dal suo nascere al suo morire: lo richiedono contemporaneamente sia la ragione sia la fede in Dio autore della vita. In certi casi, l’obiezione di coscienza è per voi la scelta necessaria per rimanere coerenti a questo “sì” alla vita e alla persona. In ogni caso, la vostra professionalità, animata dalla carità cristiana, sarà il migliore servizio al vero diritto umano, quello alla vita. Quando non potrete guarire, potrete sempre curare con gesti e procedure che diano ristoro e sollievo al malato”.
 
Così il Papa nel suo messaggio in occasione della prossima giornata mondiale del malato (11 febbraio 2020) diffuso nei giorni scorsi dalla Santa Sede.
 
Per Papa Francesco, “Diverse sono le forme gravi di sofferenza: malattie inguaribili e croniche, patologie psichiche, quelle che necessitano di riabilitazione o di cure palliative, le varie disabilità, le malattie dell’infanzia e della vecchiaia…”.
 
“In queste circostanze – sottolinea il Pontefice – si avverte a volte una carenza di umanità e risulta perciò necessario personalizzare l’approccio al malato, aggiungendo al curare il prendersi cura, per una guarigione umana integrale. Nella malattia la persona sente compromessa non solo la propria integrità fisica, ma anche le dimensioni relazionale, intellettiva, affettiva, spirituale; e attende perciò, oltre alle terapie, sostegno, sollecitudine, attenzione… insomma, amore. Inoltre, accanto al malato c’è una famiglia che soffre e chiede anch’essa conforto e vicinanza”.
 
E infine un appello per l’assistenza universale: “In questa XXVIII Giornata Mondiale del Malato, penso ai tanti fratelli e sorelle che, nel mondo intero, non hanno la possibilità di accedere alle cure, perché vivono in povertà. Mi rivolgo, pertanto, alle istituzioni sanitarie e ai Governi di tutti i Paesi del mondo, affinché, per considerare l’aspetto economico, non trascurino la giustizia sociale. Auspico che, coniugando i principi di solidarietà e sussidiarietà, si cooperi perché tutti abbiano accesso a cure adeguate per la salvaguardia e il recupero della salute”.

06 Gennaio 2020

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