L’appello: “Vogliamo continuare a vivere liberi. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia”

L’appello: “Vogliamo continuare a vivere liberi. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia”

L’appello: “Vogliamo continuare a vivere liberi. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia”
"Basta poco per non permetter al virus di farci rovinare tutto ciò che noi vogliamo: tenere la mascherina, distanziarci quanto basta, evitare assembramenti inutili e tenere le mani ben lavate. Non è troppo in confronto a tutto ciò cui potremmo dovere rinunciare ancora". Questo il messaggio di un appello a Governo, Parlamento e Regioni, condiviso da diverse personalità del mondo della sanità lanciato anche sulla piattagorma change.org.

"Vogliamo continuare a vivere liberi, vogliamo poter passeggiare per le strade e viaggiare per incontrare gli amici e vedere nuovi luoghi, vogliamo poter lavorare e poter produrre, vogliamo studiare in santa pace, vogliamo divertirci, vogliamo star in salute, vogliamo … tante cose. E allora perchè rinunciare a tutto questo solo perché ci piace credere che il virus se ne sia andato all’altro mondo? Basta poco per non permetter al virus di farci rovinare tutto ciò che noi vogliamo: tenere la mascherina, distanziarci quanto basta, evitare assembramenti inutili e tenere le mani ben lavate. Non è troppo in confronto a tutto ciò cui potremmo dovere rinunciare ancora".
 
Questo il messaggio di un appello lanciato dal blog sanità su facebook, primi firmatari Cesare Cislaghi e Grazia Labate, a Governo, Parlamento e Regioni, condiviso già da oltre 350 personalità del mondo della sanità e non solo, e rilanciato da Marina Cerbo anche sulla piattaforma change.org.
 
Queste alcune delle evidenze scientifiche rilanciate dall'appello:
1. la fase pandemica attuale in Italia è sicuramente favorevole sia per la riduzione dei contagi sia per la minor gravità delle conseguenze
 
2. sono ancora però presenti in Italia delle zone endemiche dove non si può dire che si sia riusciti a bloccare del tutto i contagi
 
3. e si presentano ogni giorno dei nuovi focolai che per fortuna le misure di contenimento stanno riuscendo ad isolare evitandone l’espansione
 
4. all’estero (USA, Brasile, India, ecc.) l’epidemia dilaga e continua a mietere numerose vittime e non ci sono i segni di una remissione
 
5. tutto ciò conferma che il virus è tutt’altro che sparito dalla terra e percorre ancora le strade del nostro paese
 
6. non è per nulla dimostrato che la diminuita virulenza sia dovuta ad una mutazione del virus che sembra sostanzialmente immutato
 
7. non ci sono sinora certezze sui fattori che possono, almeno temporaneamente, aver fatto contenere la pericolosità. E’ probabile che l’estate e le conseguenti diverse modalità di vita abbiano il loro ruolo.
 
8. di sicuro l’uso diffuso delle mascherine, le distanze di sicurezza per lo più rispettate, il contrasto degli assembramenti, la sanificazione degli ambienti, la diversa organizzazione dei reparti ospedalieri e degli ambulatori … tutto ciò ha sicuramente aiutato!
 
9. Il rischio di una ripresa dell’epidemia è però un rischio reale: non c’è certezza ma sicuramente non si può escludere e molto dipende dal rispetto delle norme nei comportamenti da parte della popolazione
 
10. Il lockdown ha risolto buona parte della ondata epidemica ma ha prodotto una grave crisi economica; se ci fosse una seconda ondata, anche se magari non più grave della prima, questa avrebbe delle conseguenze drammaticamente catastrofiche

06 Luglio 2020

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