Malattia delle valvole cardiache. Cuore Italia: “È ora di prendersi in carico i pazienti”

Malattia delle valvole cardiache. Cuore Italia: “È ora di prendersi in carico i pazienti”

Malattia delle valvole cardiache. Cuore Italia: “È ora di prendersi in carico i pazienti”
Dall’associazione di pazienti con patologie delle valvole cardiache, la chiamata alle società scientifiche per unirsi nella richiesta alle istituzioni: costruire il post emergenza lavorando insieme per creare un percorso di reale presa in carico dei pazienti (dall’ospedale a casa) con gli strumenti e le risorse necessari. “Condividiamo obiettivi comuni e costruiamo insieme un progetto a lungo termine, basato sui reali bisogni dei pazienti e sulle indicazioni medico-scientifiche per ottimizzare gli investimenti”.

La malattia delle valvole cardiache è una grave condizione cardiovascolare che può essere fatale se non trattata. Si verifica quando ci sono anomalie strutturali delle valvole cardiache, che sono fondamentali per il normale funzionamento del cuore. La sua prevalenza sta aumentando con l'invecchiamento della popolazione e si prevede che raddoppierà entro il 2040 e triplicherà entro il 2050.
 
In Italia le malattie delle valvole cardiache interessano un milione di persone, circa il 10% della popolazione con più di 65 anni.
 
A differenza di molte altre malattie cardiovascolari, ci sono opzioni di trattamento efficaci per la malattia delle valvole cardiache che possono alleviare la progressione della malattia, migliorare la qualità della vita e ridurre la mortalità. Tuttavia, in troppi casi la malattia non viene rilevata, non diagnosticata, non trattata o trattata troppo tardi. Questo non solo ha gravi conseguenze per i pazienti, ma porta anche a costi evitabili per i nostri sistemi sanitari. Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha compromesso la cura di molte persone con malattie delle valvole cardiache, aggiungendosi ai deficit esistenti nella diagnosi precoce e nella cura tempestiva.
 
È ora di invertire questa situazione e affrontare le lacune che esistono lungo il percorso di cura del paziente. Farlo non è solo importante per i pazienti con malattia della valvola cardiaca, ma è anche urgente se vogliamo proteggere la salute e la produttività di questa popolazione in crescita.
A partire dalla stesura del Rapporto Europeo sulle patologie delle Valvole Cardiache – HEART VALVE DISEASE – Working together to create a better patient journey (https://globalhearthub.org/wp-content/uploads/2020/12/HeartValveReport2020.pdf) – in collaborazione con associazioni di pazienti, referenti scientifici in un gruppo consultivo multidisciplinare di diversi Paesi, Cuore Italia invita gli stakeholder al dibattito e alla collaborazione verso una strategia condivisa.
 
Il rapporto EU fornisce una guida chiara dell’analisi in ogni fase delle patologie: rilevazione, diagnosi, trattamento, follow-up, in una prospettiva generale di contesto.
 
“E’ necessario ridurre l'onere che questa malattia è destinata a rappresentare per le nostre famiglie e comunità negli anni a venire”, dichiara il Presidente di Cuore Italia Roberto Messina, “Insieme, pazienti, medici e Istituzioni, possiamo implementare le raccomandazioni fatte in questo rapporto, fornendo una chiara visione dei problemi dei pazienti italiani e costruire insieme un piano di ripartenza che soddisfi le esigenze di tutti: pazienti, medici e sostenibilità del sistema sanitario. E’ ora il momento di costruire la ripartenza e possiamo farlo solo insieme”.
 
Nell’ambito della gestione dell’emergenza Covid anche il GISE – Società Italiana di Chirurgia Interventistica – ha evidenziato la necessità di dare priorità ai pazienti cardiovascolari, a partire dalla pubblicazione del Manifesto delle priorità Cardio (https://gise.it/manifestoCardio#), oltre che fornire indicazioni per garantire un adeguato e tempestivo accesso alle cure ai pazienti cardiopatici in era COVID-19.

Il Presidente GISE, Giuseppe Tarantini ha evidenziato la necessità di progettualità, a oltre un anno dall’inizio della pandemia per la presa in carico del paziente cardiologico.
 
“Il dibattito post emergenza è aperto e noi pazienti siamo a disposizione per fare la nostra parte, ma dobbiamo ricominciare a parlare di futuro per dare speranza alle nostre famiglie” conclude Messina

14 Giugno 2021

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