8 marzo. Siru: “La Pma e la tutela della salute riproduttiva in Italia ripartano dalle donne”

8 marzo. Siru: “La Pma e la tutela della salute riproduttiva in Italia ripartano dalle donne”

8 marzo. Siru: “La Pma e la tutela della salute riproduttiva in Italia ripartano dalle donne”
La Società italiana di riproduzione umana avverte: “In questa fase storica si avverte un ritorno indietro all’autodeterminazione femminile”. E per questo rilancia: “l’autodeterminazione delle donne - e ovviamente anche degli uomini - nella scelta di avere un figlio sia uno dei cardini e dei principi irrinunciabili”.

In occasione dell’8 marzo, giornata nazionale dedicata alle donne, la SIRU (Società italiana della riproduzione umana), unica riconosciuta nel settore da parte del Ministero della Salute, vuole ribadire come “l’autodeterminazione delle donne – e ovviamente anche degli uomini – nella scelta di avere un figlio sia uno dei cardini e dei principi irrinunciabili, come del resto ha in più occasioni stabilito la Corte costituzionale”.
 
“Ripartire dalle donne nella PMA – sottolinea la Siru – è prioritario e non può essere solo uno slogan. Né la figura femminile e il suo ruolo possono essere ridotti solo a quello della mamma o a pensare alle donne solo per diminuire il tasso di natalità al fine di sostenere il sistema pensionistico o a proporle di tornare a casa o ridurne gli stipendi e a non assumere donne se intendono fare figli”.
 
“In questa fase storica – precisa – dove si avverte un ritorno indietro in merito all’autodeterminazione delle donne e le si colpevolizza per il loro diritto di decidere come e quando avere un figlio, occorre al contrario un serio investimento in termini sociali ed economici che investono anche la medicina”.
 
La Società ricorda come “anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito, che la salute riproduttiva è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, correlato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni ed implica che donne e uomini devono avere la capacità di riprodursi e la libertà di decidere, se, quando e quanto possono farlo.”
 
La SIRU vuole dare un proprio contributo per quanto riguarda l’ambito della Medicina e della Biologia della riproduzione al fine di rendere effettivi diritti e aspettative:  “promuovere una corretta informazione nel campo della prevenzione e preservazione della fertilità e della salute riproduttiva, assicurare le attività di prevenzione nelle strutture territoriale, garantire tempestività nelle diagnosi e nelle cure, ma anche e soprattutto perché anche nel suo settore sia riconosciuto il diritto di autodeterminazione”.
 
“Ripartire dalle donne – prosegue – significa per noi anche il riconoscimento del ruolo determinante delle donne professioniste del mondo della PMA sul piano diagnostico, di cura e di prevenzione, ruolo che esse hanno sempre avuto ma che purtroppo ogni tanto si dimentica”.
 
La SIRU, in questa giornata che “deve essere di riflessione e di impegno per un avanzamento sociale culturale della società italiana, opera in tal senso. Anche quale società scientifica che ha deciso di avere una forte rappresentatività di genere presente nel gruppo dirigente al 50%. A tale proposito, qualche numero: una donna è nel trittico dei presidenti; sono donne le tre coordinatrici delle macro-aree regionali, nord centro e sud; otto su quindici sono le coordinatrici regionali; cinque su nove le coordinatrici dei Gruppi di interesse speciale; una donna è la coordinatrice dell’Osservatorio giuridico-legale; il Comitato scientifico è composto dalla metà di donne. Lo Statuto della SIRU prevede la rappresentatività di genere”.

06 Marzo 2019

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