Massa. Nas denunciano 11 persone per esercizio abusivo della professione sanitaria

Massa. Nas denunciano 11 persone per esercizio abusivo della professione sanitaria

Massa. Nas denunciano 11 persone per esercizio abusivo della professione sanitaria
Il caso riguarda l’ospedale “SS Giacomo e Cristoforo” di Massa. Il Nas di Livorno ha denunciato 11 persone tra medici e agenti di commercio di prodotti sanitari per l’ortopedia, resisi responsabili di gravi irregolarità per almeno 45 interventi chirurgici di artroprotesi eseguiti tra gli anni 2007 e 2009. L’ipotesi accusatoria riguarda l’esercizio abusivo della professione sanitaria.

Nei giorni scorsi il NAS Carabinieri di Livorno ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari ed informazione di garanzia, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, al Direttore dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale “SS Giacomo e Cristoforo” di Massa, ad altri 4 dirigenti medici dello stesso Reparto e ad ulteriori 6 persone incaricate, per conto di altrettante aziende di settore, della promozione e commercializzazione di protesi ortopediche.
L’attività d’indagine condotta dal NAS Carabinieri di Livorno e coordinata dal P.M., dott. Federico Manotti, ha fatto luce su un’incresciosa situazione ormai consolidatasi nel tempo all’interno delle sale operatorie del predetto ospedale.
 
Il caso. In particolare, i medici interessati, in spregio alle più elementari norme correlate all’attività sanitaria, nel corso di almeno 45 interventi chirurgici di artroprotesi eseguiti tra gli anni 2007 e 2009 hanno, in qualità di primi operatori, consentito l’accesso in sala operatoria a persone non qualificate e sprovviste di adeguati titoli di studio, permettendo loro l’esecuzione di atti propri dell’attività sanitaria (divaricazione, aspirazione e tamponamento di ferite, l’uso di elettrobisturi, complesse manovre di posizionamento degli arti, etc.).
Oltre ai 5 medici, l’indagine ha quindi consentito di identificare 6 persone dedite sistematicamente alla predetta illecita pratica sanitaria, tutte ufficialmente presenti negli ambienti ospedalieri in qualità di agenti di commercio di prodotti per l’ortopedia (comunemente conosciuti nel settore con il termine di “Specialist”).
L’ipotesi accusatoria riguarda l’esercizio abusivo della professione sanitaria, commesso da tali soggetti ovviamente in concorso con i medici che hanno permesso ed agevolato la condotta illecita; nei confronti di questi ultimi è stato altresì ipotizzato il reato di falso ideologico, nella considerazione che gli stessi, per coprire l’illecita attività, omettevano sistematicamente di annotare sul registro operatorio la partecipazione degli “Specialist” agli interventi chirurgici presi in esame.
Il registro operatorio, agli effetti delle norme sul falso documentale, è un atto pubblico, è parte rilevante della cartella clinica e rappresenta un importante documento necessario a garantire l’esatta applicazione delle procedure operatorie, costituendo oltretutto una preziosa fonte documentale per ogni futura ricerca di carattere storico sanitario.
L’attività investigativa, in tutti i casi presi in esame, non ha evidenziato alcuna problematica connessa al corretto impianto delle protesi.

20 Settembre 2011

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