Morto dopo Tso. “Personale impreparato, nessun coordinamento e mancata presa in carico del paziente”. Per gli ispettori del ministero l’assistenza ai pazienti psichiatrici è tutta da rivedere

Morto dopo Tso. “Personale impreparato, nessun coordinamento e mancata presa in carico del paziente”. Per gli ispettori del ministero l’assistenza ai pazienti psichiatrici è tutta da rivedere

Morto dopo Tso. “Personale impreparato, nessun coordinamento e mancata presa in carico del paziente”. Per gli ispettori del ministero l’assistenza ai pazienti psichiatrici è tutta da rivedere
Gli ispettori inviati a Torino dal ministro Lorenzin ricostruiscono cosa è successo ad Andrea Soldi durante il Trattamento sanitario obbligatorio. Il comportamento dei vigili urbani sarebbe stato “poco rispettoso” e gli operatori, compresi quelli dell’ambulanza, poco preparati. Ma, cosa più grave, “è mancata totalmente la presa in carico del paziente” che, nonostante soffrisse di schizofrenia paranoide, non veniva sottoposto a una visita da 7 mesi.

È un quadro grave quello tracciato dagli ispettori del ministero della Salute sulla morte di Andrea Soldi, l’uomo deceduto la scorsa settimana a Torino dopo essere stato sottoposto a Tso (Trattamento sanitario obbligatorio). Non solo, infatti, dalle indagini degli ispettori ministeriali emerge l’impreparazione del personale, compreso quello sanitario, e il comportamento “poco rispettoso” dei vigili urbani, ma emerge anche l’inadeguatezza di tutto il sistema di assistenza, controllo e tutela dei pazienti con disagi psichici. Nonostante soffrisse di schizofrenia paranoide, infatti, Andrea non veniva visitato da un medico da ben 7 mesi, a dispetto delle linee-guida del ministero della Salute che impongono, in casi di diagnosi simili, controlli almeno una volta al mese, per verificare le condizioni di salute dei pazienti e la risposta alla terapia.

A riferire i contenuti della relazione degli ispettori del ministero sono il Corriere della Sera e La Stampa. “Il giovane torinese che rifiutava i medicinali, doveva essere aiutato a curarsi, come chiedeva la famiglia (che ora non si dà pace), invece è stato ucciso”, si legge sul Corriere della Sera che, sulla base dei documenti degli ispettori, racconta un quadro di “imperizia” e “inefficienza” nella vicenda di Andrea Soldi. Ed è facile intuire, secondo il Corriere della Sera, che quello di Andrea non sia un caso isolato e che la realtà generale sia che in Piemonte “ non vengono rispettate sui Tso. Come peraltro accade in molte altre Regioni”.

E poi c’è la mancanza di preparazione del personale. C’è la necessità di garantire “il rispetto della dignità della persona” dei pazienti, secondo quanto riferito dalla Stampa sulla base dei documenti che sarebbero stati redatti dagli ispettori. Cosa che, nel caso di Andrea, non sarebbe avvenuta. “Dopo aver cercato di convincere il paziente a salire in ambulanza – si leggerebbe sulla relazione – il medico chiede ai vigili urbani di intervenire. Questi si dispongono ai due lati del paziente che seduto sulla panchina porta le mani dietro la spalliera e vi si aggrappa”. A quel punto “due vigili gli prendono le braccia e contemporaneamente il terzo, dietro, gli passa il proprio braccio intorno al collo”. Inutile, per Soldi, “tentare di divincolarsi”. Messo a terra, a pancia in giù, viene ammanettato e caricato in barella, tenuto sempre prono. Finché in ambulanza “inizia a manifestare difficoltà respiratorie, diviene cianotico, perde urina e il battito cardiaco si apprezza a malapena”. L’uomo muore poco dopo, appena giunto in ospedale, malgrado i tentativi di rianimazione.
 
Insomma, secondo gli ispettori del ministero, c’è molto da rivedere nel modo in cui in Italia si seguono e assistono i pazienti con disagi psichici e c’è molto da rivedere nelle procedure per i Tso. Occorre “definire protocolli e procedure operative secondo tempi e modalità appropriate”. E nel caso di minorenni stabilire procedure operative dedicate.

18 Agosto 2015

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