Non autosufficienza. Federanziani a Renzi: “Istituire un nuovo fondo”

Non autosufficienza. Federanziani a Renzi: “Istituire un nuovo fondo”

Non autosufficienza. Federanziani a Renzi: “Istituire un nuovo fondo”
L’associazione sottolinea come la non autosufficienza sia tra le prime cause di impoverimento delle famiglie. “Questo perché l’Italia non si è dotata di un adeguato fondo per fronteggiare i pesanti e crescenti bisogni assistenziali”. Federanziani chiede indennità rapportate al bisogno assistenziale, fino a 1.800 euro al mese per i casi più gravi.

"Per tutte queste ragioni chiediamo a Lei, alle forze che sostengono il Governo ed all’intero Parlamento di avviare da subito un processo, anche graduale, che porti all’istituzione di un nuovo Fondo per la Non Autosufficienza che possa garantire in tutto il Paese un sostegno più adeguato alle famiglie che assistono i loro anziani non autosufficienti o i figli gravemente disabili, con indennità rapportate al bisogno assistenziale, fino a 1.800 euro al mese per i casi più gravi. Chiediamo a Lei, soprattutto, misure urgenti e concrete che diano alle famiglie italiane un segno tangibile della volontà del suo Governo di fare uscire il Paese dalla crisi attraverso un percorso virtuoso che porti sviluppo, ma anche giustizia, equità e solidarietà verso i più deboli”. È questo l’appello lanciato oggi da Federanziani al presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

“Come cittadini italiani – si legge ancora nell’appello – seguiamo fiduciosi i tanti sforzi e le iniziative promosse da Governo e Parlamento, finalizzate al risanamento dei conti pubblici, alla stabilizzazione finanziaria, al rilancio economico del Paese. Abbiamo, soprattutto, apprezzato le recenti misure per il rilancio dell’occupazione e di sostegno alle famiglie con basso reddito, come pure il suo impegno personale per l’assistenza ai malati di Sla. Ci auguriamo che a partire da tutto questo prenda corpo in Italia ed in Europa una necessaria, forte e determinata azione che alleggerisca il carico fiscale sulle pensioni, sulle prime case, sui consumi delle famiglie, che rilanci l’occupazione in particolare per i giovani e le fasce deboli del mercato del lavoro, che affronti, altresì, il crescente disagio sociale in un forte e rinnovato sistema di welfare”.

Secondo i dati ISTAT presentati da Federanziani, più del 23 per cento delle famiglie vive un disagio economico e ben 10 milioni di italiani non arrivano o fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Tra questi si conta un numero crescente di anziani, in particolare nella fascia di età in cui malattie croniche e degenerative moltiplicano gli stati di dipendenza e di non autosufficienza, nonché le tante famiglie con figli colpiti da gravi forme di disabilità. Le persone non autosufficienti superano ormai i 2 milioni di unità. Godono di una indennità di accompagnamento di 508 euro al mese e di interventi sociali largamente insufficienti a coprire i costi dell’assistenza. “La non autosufficienza – afferma Federanziani –  è ormai tra le prime cause di impoverimento delle nostre famiglie. Questo perché l’Italia non si è dotata di un adeguato fondo per fronteggiare questi pesanti e crescenti bisogni assistenziali. Ad eccezione delle Province di Trento e Bolzano, che hanno adottato misure legislative chiare e garantiscono, sul modello tedesco e dei sistemi di welfare più avanzati in Europa, assegni di cura rapportati alla gravità del bisogno assistenziale con quattro livelli che vanno da 510 a 1800 euro mensili, nelle restanti regioni il complesso di prestazioni e servizi è generalmente inadeguato. E non è accettabile – conclude l’associazione – che per fondamentali diritti quali un’adeguata assistenza ed una vita dignitosa per le persone non autosufficienti (articolo 38, comma 1 della Costituzione), si continuino a tollerare trattamenti differenziati sulla base della residenza anagrafica”.

09 Giugno 2015

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