Pertosse. Muoiono due neonate nel bergamasco

Pertosse. Muoiono due neonate nel bergamasco

Pertosse. Muoiono due neonate nel bergamasco
I decessi si sono verificati all’ospedale Papa Giovanni XXII. Sono in corso gli accertamenti medici. Le prime voci parlano di contagio da parte dei genitori. Gallera annuncia una campagna rivolta alle donne in gravidanza, attraverso i consultori. L’obiettivo è vaccinare la madre in gravidanza affinché abbia anticorpi da trasmettere anche al neonato nelle prime settimane di vita, precedenti alla vaccinazione del neonato stesso.

Due neonate di poche settimane sono morte nella terapia intensiva della patologia neonatale dell'ospedale Papa XXIII di Bergamo. La causa sarebbe stata la pertosse. La notizia, riportata da diverse testate locali e nazionali, è stata confermata dall'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera.
 
“Esprimo la mia vicinanza e, a nome del presidente Attilio Fontana, quella dell'intera Giunta regionale alle famiglie delle due neonate di un mese decedute al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, colpite dal virus della pertosse. Preciso che non è in atto alcun focolaio nella Bergamasca, così come conferma la distanza sia geografica che temporale dei due casi, avvenuti a 40 giorni di distanza, la prima a fine giugno, la seconda a fine luglio, e in località differenti, Seriate e Treviglio. Sottolineo però, ancora una volta, l'importanza e necessità per le donne in gravidanza di verificare e regolarizzare la propria situazione vaccinale, che rimane l'unico modo per impedire il ripetersi di queste tragedie e proteggere i propri piccoli”, ha dichiarato Gallera in una nota.

Le piccole sono state trasportate nel presidio di Bergamo perché centro di riferimento regionale per Ecmo pediatrico. La prima, residente in provincia di Bergamo è stata trasferita dall’ospedale di Alzano Lombardo il 16 giugno ed è deceduta il 23 giugno; la seconda, residente in provincia di Crema, ricoverata all’ospedale di Treviglio, è giunta al Papa Giovanni il 27 luglio e deceduta il 30 luglio.

Per tutelare i bambini alla nascita, “estremamente vulnerabili”, l’immunologo Roberto Burioni,  dalla sua pagina Facebook, ricorda la possibilità di “vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere”, e ribadisce l’importanza di “vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia”. Da non dimenticare la necessità di sottoporsi ai richiami del vaccino. “Insomma – afferma Burioni -, dobbiamo creare una ‘zona di sicurezza’ intorno al neonato dove il batterio non possa stabilirsi”.
 
E Gallera annuncia che “proprio nella Bergamasca la prossima settimana partirà una campagna di sensibilizzazione presso consultori e ospedali, che coinvolgerà le donne nel terzo mese di gravidanza per promuovere la vaccinazione antidifterite tetano, pertosse, che è quella che comprende l’antipertossica. L’obiettivo è proteggere il feto attraverso la trasmissione degli anticorpi della mamma. Ciò permette di proteggere il neonato nei primi giorni di vita prima cioè, che possa iniziare il ciclo vaccinale".

Anche l’assessore ha ricordato l’importanza dei richiami: “La nuova offerta del Piano regionale Prevenzione vaccinale offre gratuitamente e fortemente raccomanda la vaccinazione antipertossica anche a tutti gli adulti ogni 10 anni insieme alla vaccinazione antidifterite e antitetanica. Se, come dimostrano le ultime rilevazioni delle coperture il 96% dei nati 2015 risultava vaccinato, sui richiami dopo i 7 anni è necessario intensificare gli sforzi”.

02 Agosto 2018

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