Pma. Roccella: “Serve più umanizzazione”

Pma. Roccella: “Serve più umanizzazione”

Pma. Roccella: “Serve più umanizzazione”
La legge 40 "è una buona legge". Ma sono ancora molte le problematiche legate alla procreazione medicalmente assistita. Una di queste è che troppo spesso si dà risalto all’aspetto tecnico-scientifico lasciando in disparte l’emozionalità della coppia. Ad affermarlo è stato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, all’incontro Sterili ma non di emozioni organizzato da Margherita De Bac, del Corriere della Sera.

Mediamente in Italia il dato delle coppie infertili oscilla tra il 15 e il 20%, e si parla di sessantamila nuove coppie l’anno. I bambini nati grazie alla Pma, secondo l’indagine del Ministero della Salute, hanno superato la soglia delle diecimila unità. A giugno ci sarà un nuovo rapporto. Il dibattito intorno a questo argomento è particolarmente caldo anche perché la percentuale di abbandono (drop out) delle cure per la Pma è molto alta. La causa? Le coppie non riescono a sostenere il peso di queste cure, le quali dovrebbero diventare più umane. Per questo Margherita De Bac, Giornalista del Corriere della Sera ha organizzato ieri un incontro sul tema dal titolo “Sterili ma non di emozioni, cure più umane per le coppie della procreazione medicalmente assistita” al quale ha partecipato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella.
“I dati italiani sulla Pma sono molto più accurati di quelli forniti da altre nazioni europee – ha detto Eugenia Roccella, sottosegretario del ministero della Salute – sono raccolti con estrema cura e sono più dettagliati. La legge 40 del 2004 è una buona legge, e finalmente lo stanno riconoscendo un po’ tutti. E le nascite sono raddoppiate nel giro di pochi anni. Quello a cui vogliamo arrivare adesso è l’umanizzazione, che si ottiene attraverso la trasparenza, attraverso l’informazione chiara e accessibile. Da parte della donna ci deve essere consapevolezza. Vero è che la questione riguarda la coppia, ma innegabilmente le donne hanno un rapporto con la maternità diverso. Applicando il decreto 191 della normativa europea su tracciabilità e sicurezza sulla crioconservazione di cellule e tessuti, che rientra nella Pma, e applicando una corretta informazione, stiamo riuscendo a ottenere una trasparenza assoluta. Esiste un osservatorio per l’applicazione del 191 per monitorare il lavoro dei centri, e l’umanizzazione passa anche attraverso queste iniziative”.
Il Ministero, ha ricordato Roccella, propone nuove linee guida ogni tre anni: “Stiamo lavorando per le nuove e il lavoro è lungo e complesso. Prevedo che subito dopo l’estate avremo le nuove linee guida per la legge 40 del 2004. Aggiorneremo anche il modello del consenso informato che viene rilasciato in ogni centro di fecondazione”. Non solo, per il sottosegretario: “I centri pubblici per la Pma devono essere incoraggiati, perché troppo spesso tutto viene delegato ai centri privati. C’è un divario fra pubblico e privato in questo campo che andrebbe colmato: è un problema di pari opportunità”.
Per Filomena Gallo, Presidente Associazione “Amica Cicogna” tramite il Registro nazionale sulla Fecondazione Assistita, oggi le coppie hanno un quadro più completo in Italia: sanno chi fa cosa, dove, e quali sono i centri autorizzati. E questo “è un merito della legge 40”, che permette una visione nel dettaglio di regione in regione, scoprendo quali sono le tecniche applicate da ogni singolo centro. “In questi anni – ha aggiunto Gallo – abbiamo sentito parlare di turismo di coppie italiane dirette all’estero per avere accesso alle tecniche vietate in Italia, ma ci sono anche migrazioni di pazienti italiani da regione a regione. Riceviamo tante testimonianze presso l’associazione che rappresento, in cui le coppie si lamentano del fatto che le tecniche costano tantissimo, che le liste d’attesa nei centri pubblici sono infinite, o che non tutti i centri abbiano le corrette attrezzature per applicare le terapie. Oggi non ha più senso andare all’estero per noi italiani. Solo la pratica eterologa è vietata in Italia. La legge 40 ha permesso di fare chiarezza in questo settore”.

25 Maggio 2011

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