Protesi Pip. Aicpe: “Nessun reato per i chirurghi che le impiantarono”

Protesi Pip. Aicpe: “Nessun reato per i chirurghi che le impiantarono”

Protesi Pip. Aicpe: “Nessun reato per i chirurghi che le impiantarono”
 L’Associazione dei chirurghi plastici estetici lo ribadisce dopo che una donna ha presentato denuncia sulla base delle dichiarazioni di alcuni chirurghi che affermano come la scarsa qualità delle Pip fosse nota da anni. "Erano certificate e garantite dal marchio Cee".

"Non può essere riscontrata nessuna colpa nei confronti dei chirurghi che hanno impianto le protesi al seno Pip prima del loro ritiro dal mercato”. È dura e chiara la posizione dell'Associazione italiana chirurghi plastici estetici (Aicpe) nei confronti di chi in questi giorni sta presentando denuncia contro i medici che, anni fa, impiantarono le protesi incriminate. La precisazione fa riferimento alla denuncia presentata dalla donna di Firenze a cui, nel 2002, erano state impiantate le protesi Pip, e che basa l'accusa sui video di chirurghi caricati su You Tube in cui dichiarano che già allora si sapeva che non era materiale di buona qualità: “Si tratta di un'azione senza alcun fondamento”, dichiarano Antonella Primicerj e Gaetano Palazzo, legali dell’Aicpe. “Le protesi Pip – spiegano – erano state commercializzate in seguito alla certificazione di qualità e conformità rilasciata dall'organismo notificato ed erano garantite dal marchio CEE. Al medico non può essere ascritta alcuna responsabilità, anzi, è stato truffato anche lui al pari delle pazienti”.
 
Proprio questo è il motivo che ha spinto, lo scorso febbraio, Aicpe a presentare alla Procura di Roma un esposto denuncia nei confronti dell'azienda francese produttrice di protesi, la Poly Implant Prothesis, e dell'ente certificatore tedesco T.U.V. Rheinfeld, chiamato ad effettuare i controlli.
 “Il dispositivo medico impiantato era assolutamente conforme ai criteri riconosciuti dalla comunità scientifica, non è quindi ipotizzabile la violazione delle regole di condotta che impongono di agire secondo scienza e conoscenza”, proseguono i legali secondo i quali, “piuttosto, merita correzione e integrazione la normativa europea concernente l'immissione sul mercato dei dispositivi medici e noi siamo stati i primi a sollecitare interventi in tal senso. La nostra linea, peraltro, è condivisa dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, come ha avuto modo di dimostrare in diversi incontri pubblici”.
 

Aicpe ha quindi deciso di adottare “il pugno duro contro chi sta strumentalizzando la questione Pip con l'unico scopo di alimentare infondate pretese risarcitorie o di trarne un tornaconto personale. Purtroppo – conclude la nota dell’Aicpe – molti stanno sfruttando la paura delle pazienti per ricavarne un vantaggio: per questo Aicpe denuncerà penalmente chi farà un uso strumentale della querela o diffonderà pubblicità ingannevoli o informazioni allarmistiche infondate. Ricordiamo che per qualsiasi dubbio, l'associazione ha attivato lo Sportello Pip, una linea diretta con le pazienti. È possibile contattare i nostri specialisti alla mail [email protected]”.

10 Aprile 2012

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