Roma. Arrestato primario del S.Andrea per concussione, false attestazioni e violenza privata

Roma. Arrestato primario del S.Andrea per concussione, false attestazioni e violenza privata

Roma. Arrestato primario del S.Andrea per concussione, false attestazioni e violenza privata
Il dirigente utilizzava il suo ruolo nel direttivo di una Scuola di Specializzazione per offrire agli specializzandi falsi attestati di praticantato. In cambio i tirocinanti svolgevano turni di lavoro massacranti, sostenevano indebitamente turni di reperibilità e presidiavano il Reparto di Terapia Intensiva di notte anche in assenza di “strutturati”.

Apparentemente gestiva in completa autonomia operativa reparti ospedalieri facendosi fama di coordinatore efficiente e virtuoso. In realtà sfruttava gli specializzandi offrendo loro in cambio falsi attestati di tirocinio che i giovani medici non avevano mai praticato.

Per questo i Nas di Roma hanno posto oggi agli arresti domiciliari un medico dirigente apicale dell’Ospedale “S. Andrea” di Roma ritenuto responsabile dei reati di concussione, falsificazione ideologica e materiale di atti pubblici e violenza privata. Perquisizione anche a carico di altri medici.

L’indagine dei Nas, spiega una nota dei carabinieri, ha permesso di scoprire che nel 2012 il primario, che ricopre anche un ruolo direttivo di una Scuola di Specializzazione Universitaria, aveva messo in piedi un’organizzazione partendo da alcuni medici specializzandi che avevano partecipato – con successo – all’esame finale della sopra citata Scuola di Specializzazione medica senza aver effettuato tutte le attività di praticantato in sala operatoria, ritenute obbligatorie per l’adeguata formazione professionale.

Infatti, il primario – con la collaborazione di tre colleghi dello stesso reparto, anch’essi indagati – falsificando i registri operatori ed i libretti universitari con l’annotazione della partecipazione ad operazioni chirurgiche, consentiva agli specializzandi di ottenere la necessaria documentazione comprovante le attività pratico-formative alle quali – in realtà – non avevano mai preso parte.

Come contropartita, il medico (abusando del suo ruolo) costringeva i tirocinanti a svolgere turni di lavoro massacranti (anche di 24 ore consecutive), a sostenere indebitamente turni di reperibilità ed a presidiare il Reparto di Terapia Intensiva, nell’arco notturno, anche in assenza di anestesisti e di medici “strutturati”.
 

17 Ottobre 2013

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