Sanità e web. In Italia 7 milioni e mezzo di Health-nauti. Ecco la loro storia

Sanità e web. In Italia 7 milioni e mezzo di Health-nauti. Ecco la loro storia

Sanità e web. In Italia 7 milioni e mezzo di Health-nauti. Ecco la loro storia
Sempre più italiani usano e lavorano con internet nel campo della salute. La rete ha cambiato il modo di informarsi, aggiornarsi e anche quello di chi, per mestiere, informa e aggiorna cittadini e professionisti sanitari. Presente e futuro di questa realtà in un libro di Walter Gatti

“Sanità e Web. Come internet ha cambiato il modo di essere medico e di essere malato in Italia”, è il titolo dell'ultimo libro di Walter Gatti. Un lavoro corposo, che dà un quadro dettagliato di come il mondo della sanità italiano abbia affrontato la rivoluzione di internet. Poco più di quindici anni da raccontare, ma un cambiamento grande che ha investito tutti i protagonisti della sanità, medici, operatori, pazienti, politici e anche giornalisti.
Prima di diventarne l’analista, Walter Gatti è un protagonista di questo cambiamento, visto che dirige da anni il portale della Fnomceo, presente sul web fin dal 1998. Ed è anche un appassionato, come rivela nelle conclusioni: “non farei mai a meno delle possibilità che mi offrono i digital-media, ma non sono così web addict da sottovalutarne le portate negative, che in ambito health sono evidenti e potenzialmente altrettanto pericolose di un errore in corsia”. Per scongiurare i pericoli della rete, Gatti si augura che l’esperienza on line si coniughi con due “skills antropologici per una sana vita digitale”: ricerca e ragionevolezza. E per rafforzare l’augurio, cita Dante: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”.
Ma come è cominciata questa storia? Gatti fissa la data al 1993, quando vanno on line sia l’archivio di Medline che Eric (Education Resource Information Center). E in Italia si comincia subito dopo, con Dica33 (1994), il sito di informazioni sulla salute rivolto al grande pubblico. Considerando che la Repubblica arriverà sul web solo nel 1996, Gatti rimarca come “la comunicazione italiana in ambito medico non fosse per nulla in ritardo, anzi quasi anticipasse i tempi degli editori generalisti”.
In pochi anni internet stravolge il panorama, tanto che Salvino Leone, ginecologo e fondatore dell’Istituto siciliano di Bioetica, nell’intervista pubblicata in questo volume dice: “Il rapporto medico-paziente si è sviluppato nell’arco dei secoli in senso essenzialmente duale (…). Oggi in questo rapporto esclusivo si è inserito un ‘terzo incomodo’ cioè Internet”.
 
Il risultato è che oggi, secondo una ricerca realizzata dall’Ordine dei medici di Napoli, i pazienti che arrivano in uno studio medico “non avendo mai consultato il web” sono davvero pochi, tra il 13,3% e l’11,8%. Dall’altra parte, secondo uno studio Censis del 2010, circa la metà dei medici utilizza comunemente gli strumenti informatici, ma c’è ancora un 30,2% di “retroguardia”, che utilizza raramente il web, un 6,3% di “tradizionalisti”, che non lo usano nella loro pratica professionale, e addirittura un 15,8% di “contrari”.
Ma i numeri non bastano a raccontare questa vera rivoluzione, per questo il volume raccoglie anche, attraverso molte interviste, le esperienze e le opinioni di rappresentanti delle associazioni del mondo medico e sanitario: Cosimo Nume e Luigi Conte ripercorrono l’evoluzione del portale Fnomceo, Barbara Mangiacavalli tratteggia ruolo e funzione del sito della Federazione dei Collegi infermieristici, Andrea Mandelli illustra l’impegno della Fofi sul web.
Inevitabile poi una descrizione del mondo dell’associazioni di cittadini, dei siti istituzionali di Regioni e istituzioni sanitarie. Ma soprattutto interessante l’approfondimento del rapporto con Internet da parte delle industrie farmaceutiche “motore e portafoglio del web”. “La crisi planetaria e il ripensamento del web hanno colpito anche le pharma, che non sono più disposte a investire con la precedente facilità”, scrive Gatti. E questo, ovviamente si ripercuote su chi, come noi di Quotidiano Sanità, fa della comunicazione in sanità il proprio lavoro. Sintetizzando le interviste raccolte, Walter Gatti sottolinea come editori e giornalisti sentano le difficoltà del momento e lo stallo della situazione. Cesare Fassari, direttore di QS, propone come via d’uscita la sfida della qualità: “Ci sono editori e imprenditori che non fanno nulla se non ci sono investimenti dell’industria farmaceutica. Massimo rispetto per loro, ma noi cerchiamo di battere una strada diversa: il ‘più’ di qualità è fondamentale”.
 
E.A.
 
Walter Gatti
Sanità e Web. Come internet ha cambiato il modo di essere medico e malato in Italia
pp. 330, Springler, Milano 2011

Eva Antoniotti

04 Novembre 2011

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