Telemedicina in farmacia: Mandelli replica ai dubbi di Bianco sull’utilità

Telemedicina in farmacia: Mandelli replica ai dubbi di Bianco sull’utilità

Telemedicina in farmacia: Mandelli replica ai dubbi di Bianco sull’utilità
Il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco esprime perplessità sulla possibile introduzione tra i servizi in farmacia, di strumenti per eseguire esami a distanza. Ma la telemedicina esiste da tempo, ribatte Andrea Mandelli, presidente dei farmacisti. E sia i medici, sia gli infermieri, avevano già dato il loro assenso a questa possibilità.
 

Nulla a che ridire sulla presenza in farmacia di professionisti sanitari che possono accrescere il potenziale della stessa farmacia quale centro di servizi polifunzionali. Ma… C’è sempre un “ma”.
A esprimerlo, questa volta, è stato Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici che, chiamato a dire la sua dal quotidiano Farmacista33 sul contenuto dei decreti che danno attuazione al decreto legislativo 153/2009 sui nuovi servizi in farmacia, ha espresso dubbi sull’utilità di introdurre tra questi, la possibilità di effettuare esami a distanza, ad esempio, attraverso la telemedicina. Utilissima secondo il presidente dei medici ma a cui ricorrere sempre in contesti clinici per evitare che il paziente, lontano dal medico, possa incorrere in rischi. E Bianco, per questo motivo, riterrebbe opportune modifiche al testo dei decreti del ministero della Salute, Decreti che, al momento, attendono ancora l’esame delle Regioni, impegnate nella complessa partita con il Governo per la definizione dei costi standard della sanità.
Una presa di posizione accolta con stupore dalla Federazione degli Ordini dei farmacisti. In una nota, infatti, il suo presidente Andrea Mandelli ha voluto ricordare come la telemedicina sia nata “con le  prime missioni della Nasa con uomini a bordo, proprio per consentire a personale non medico di trasmettere i dati dei parametri vitali e di indagini diagnostiche ai medici del centro di controllo missione”. “Il mio stupore – aggiunge Mandelli – aumenta se si considera che fin dall’inizio la Federazione degli Ordini dei medici e quella dei Collegi professionali degli infermieri hanno partecipato alla discussione sui nuovi servizi anche nelle sedi ufficiali e, quindi, la proposta di ricorrere alla telemedicina, nel pieno rispetto delle competenze di tutti, era nota da tempo. Comprendo che le novità possano sempre incontrare resistenze, ma ritengo che anziché porre dei veti sia il caso di procedere a un approccio tecnico alla materia, fissando procedure e standard per ottenere la massima sicurezza possibile per il cittadino, come è ovvio debba essere quando si crea un’alleanza tra professionisti della sanità. Quando si passa alle questioni concrete, molti pregiudizi vengono a cadere”.
 

28 Ottobre 2010

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