Tumori oculari. Al Gemelli nasce una Onlus ad hoc. Sarà presentata al Congresso Sioo

Tumori oculari. Al Gemelli nasce una Onlus ad hoc. Sarà presentata al Congresso Sioo

Tumori oculari. Al Gemelli nasce una Onlus ad hoc. Sarà presentata al Congresso Sioo
L’Associazione Oncologia Oculare vuole contribuire a prevenire, diagnosticare e curare questi tumori; assistere familiari e pazienti; promuovere la conoscenza e la formazione di personale dedicato. L'esordio domani, al 19° Congresso della Società italiana di oncologia oculare incentrato sul melanoma uveale e sui tumori della congiuntiva.

I malati di tumori oculari avranno ora un alleato in più. Sarà presentata domani, nell’ambito del 19° Congresso della Sioo (Società italiana di oncologia oculare) in programma a Roma, la nuova Associazione Oncologia Oculare Onlus (www.oncologiaoculare.com) con gli obiettivi di contribuire a prevenire, diagnosticare e curare la patologie tumorali dell’occhio; assistere familiari e pazienti; promuovere la conoscenza di tumori oculari e promuovere la formazione di personale dedicato.

L’associazione avrà sede presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove si trova anche l'Unità Operativa Complessa di Oncologia Oculare del Gemelli, struttura altamente qualificata, specializzata nella diagnosi e nel trattamento dei tumori oculari e Centro di riferimento regionale, inserita, come hub, nella rete oncologica laziale.

I tumori oculari sono patologie rare ma con alta incidenza di metastasi e in aumento. Le più frequenti e temute neoplasie degli occhi sono il melanoma uveale e le neoplasie della congiuntiva. A causarne l’aumento contribuiscono fattori ambientali anche se ancora non definiti. “Sono però disponibili – spiega una nota del Policlinico – terapie integrate che prevedono chirurgia, brachiterapia e farmaci biologici che permettono il controllo di queste patologie. Decisiva è la diagnosi precoce e l’individuazione di pochi centri italiani in grado di affrontare con le competenze adeguate queste gravi patologie”.

Le più recenti e attuali strategie terapeutiche per la cura del melanoma uveale e dei tumori della congiuntiva saranno al centro del 19° Congresso Sioo “Controversie nella terapia dei tumori oculari”, che si svolgerà domani presso il Policlinico. Presidenti del Congresso Maria Antonietta Blasi, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Oculare e Aldo Caporossi, direttore dell’Istituto di Oftalmologia dell’Università Cattolica e dell’Unità Operativa di Oculistica del Policlinico “A. Gemelli”.  

Il Congresso si articolerà attraverso la presentazione di casi clinici controversi o non adeguatamente definiti dalla linee guida internazionali al fine di promuovere, con il supporto delle evidenze scientifiche, la discussione e condividere l’esperienza degli esperti impegnati nel trattamento di tali patologie.

Il melanoma uveale è il tumore intraoculare più frequente nell’adulto e presenta un’incidenza pari a 6-7 nuovi casi per milione di popolazione ogni anno, con un’alta incidenza di metastasi. Il trattamento del melanoma uveale si avvale di terapie conservative quali la brachiterapia e la terapia radiante con protoni.
“Nell'ambito dei carcinomi e dei linfomi congiuntivali – anticipa Blasi – si è evidenziato un incremento della loro incidenza e una maggiore aggressività del carcinoma squamoso, ritenuto un tempo un carcinoma a basso grado di malignità”. Le nuove terapie per i tumori congiuntivali si avvalgono di farmaci biologici, quali l'interferone alfa e il rituximab, oltre agli antimitotici per via topica, la mitomicina C e il 5-fluorouracile.

Le neoplasie squamose della congiuntiva comprendono quadri clinici che vanno dalla displasia epiteliale semplice fino al carcinoma squamoso francamente invasivo. Considerate in passato neoplasie a bassa malignità, mostrano una aggressività crescente associata a un incremento dei fattori di rischio ambientali e ad una maggiore incidenza.  “I fattori di rischio ambientali – aggiunge Blasi –  non sono noti nè per il melanoma uveale, nè per il linfoma congiuntivale, mentre il carcinoma squamoso della congiuntiva insorge più frequentemente in individui di sesso maschile, intorno ai 60 anni, che hanno una storia di lunga esposizione alle radiazioni solari per motivi professionali o personali. Inoltre, la sua incidenza è più elevata in soggetti affetti da infezione da papillomavirus umani e da HIV. Quest'ultima infezione, più comune nei paesi dell'Africa subsahariana, colpisce più spesso le donne in giovane età. In questi paesi, infatti, l'insorgenza del carcinoma squamoso della congiuntiva è più precoce e interessa il genere femminile. La prevenzione primaria richiede quindi la protezione della superficie oculare dalle radiazioni e nel sottoporsi a controlli oculistici se si è affetti da infezioni virali”.

25 Settembre 2014

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