Ulceree cutanee croniche: colpiscono 2 milioni di italiani

Ulceree cutanee croniche: colpiscono 2 milioni di italiani

Ulceree cutanee croniche: colpiscono 2 milioni di italiani
In un convegno promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute le proposte per fronteggiare un’emergenza clinico-assistenziale sottostimata dal nostro SSN. 

Colpiscono circa 2 milioni di italiani, nella metà dei casi sono invalidanti e tre volte su quattro i malati non possono permettersi le cure perché troppo care. Sono debilitanti, dolorose e riducono la qualità della vita. Nonostante ciò, le ulcere cutanee croniche rappresentano una patologia sottostimata dal nostro sistema sanitario.
Per riflettere su questo problema clinico-assistenziale di crescente importanza e di difficile approccio si è svolto oggi il convegno “L'impatto sociale della malattia "Ulcera Cutanea Cronica". L’evento è stato promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute, il cui presidente, il senatore Cesare Cursi, ha sottolineato come sia “necessario organizzare un piano di lavoro e proposte operative per alcune patologie tra cui le ulcere. Le lesioni croniche rappresentano un costo importante per il sistema sanitario nazionale, costituiscono un impegno e una sfida costante per gli operatori sanitari, per il trattamento e la ricerca”.
Diversi i temi emersi nel corso dell’incontro: la necessità di una maggiore disponibilità di strutture dedicate, nuove prospettive terapeutiche, una rimborsabilità ragionata dei presidi, la formazione del personale medico ed infermieristico.
Interventi resi necessari dal fatto che “le ulcere sono diventate un problema sanitario; ci sono dei costi nella gestione del paziente che sono difficilmente sostenibili. Per questo il tema va trattato, sì dal punto di vista etico e sociale ma anche da quello politico”, ha affermato Nicolò Scuderi, professore ordinario di Chirurgia Plastica all'Università Sapienza di Roma, che ha inoltre proposto che venga reso “rimborsabile il costo di alcune terapie per poter agevolare i pazienti, ma anche limitare l’eccesso di ricoveri in ospedale per questo tipo di patologie”. 

26 Maggio 2010

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