Sicilia. Chilelli (Federsanità): “Piano aziendale ragusano sfugge ad ogni logica”

Sicilia. Chilelli (Federsanità): “Piano aziendale ragusano sfugge ad ogni logica”

Sicilia. Chilelli (Federsanità): “Piano aziendale ragusano sfugge ad ogni logica”
Niente numeri, niente sostanza, come dimostra anche l'assegnazione dei dipartimenti, delle strutture complesse, del tutto priva di motivazioni. Nel piano non sono indicati dati di attività, dati epidemiologici, dati economici, quantitativi, qualitativi, strutturali ed ambientali che dovrebbero essere alla base di qualsiasi scelta.Senza considerare, infine, che la collocazione di alcune Strutture Complesse di alta specialità appaiono “disperse” nel territorio provinciale.

Da qualche anno, la Regione Sicilia ha avviato un processo di riqualificazione e risanamento del Ssr che, con la nuova amministrazione, tende a rendere maggiormente performanti i servizi sanitari e sociosanitari. Si tratta all’interno del contesto siciliano di una vera e propria rivoluzione della governance sanitaria, che porta ad una inversione di tendenza radicale di quello che, agli onori della cronaca, è troppo spesso stato definito tra i peggiori servizi sanitari del paese. Oggi la Regione Sicilia ha compiuto passi in avanti sorprendenti eppure, in un quadro tanto positivo per il paese, appare del tutto in controtendenza il Piano Aziendale della Asp di Ragusa. I motivi che mi portano a fare questa considerazione sono palesi a chiunque si interessi della cosa pubblica in campo sanitario. Partiamo dall’assenza totale, all’interno del piano ragusano, di dati concreti sia nel campo prettamente sanitario che per quanto riguarda un’analisi economica e di bilancio. Niente numeri, niente sostanza, come dimostra anche l'assegnazione dei dipartimenti, delle strutture complesse, del tutto priva di motivazioni. Nel piano, incredibilmente, non sono indicati dati di attività, dati epidemiologici, dati economici, quantitativi, qualitativi, strutturali ed ambientali che dovrebbero essere alla base di qualsiasi scelta. Senza considerare, infine, che la collocazione di alcune Strutture Complesse di alta specialità appaiono “disperse” nel territorio provinciale in contrasto anche con il DM 2 aprile 2015 n. 70.


 


In definitiva, sfugge la logica che sottende il Piano Aziendale ragusano e non è nemmeno accennata la prospettiva a medio lungo termine che la Direzione Aziendale vuole percorrere. Sarebbe come se un’azienda presente nel mercato ridefinisse la sua organizzazione senza sapere dove vuole andare, senza analizzare i dati del bisogno e della domanda, senza una compiuta valutazione dei costi, dove implementare le linee di produzione e dove invece ridurle o eliminarle.


 


A riprova di ciò basti pensare che il Nuovo Ospedale di Ragusa, costato alla collettività decine di milioni di Euro e progettato come Ospedale di II° livello, viene declassato in struttura di primo livello invece di essere Hub di una rete di importanti patologie come quelle cardiocircolatorie, oncologiche e neurologiche. Siamo cioè in assenza di una definizione territoriale delle reti di alta specialità e, in questo quadro, spicca l’assenza della Neurologia nell’Ospedale di Ragusa collocata nell’Ospedale di Vittoria, quindi decentrata rispetto all’intero territorio provinciale, e avulsa dal contesto della rete dell’Ictus (Stroke Units), ancora in netto e palese contrasto con le linee guida e le normative Nazionali.


 


Sarebbe stato più utile che l’Ospedale di Ragusa diventasse almeno sede di una Stroke Units di 2° livello con le relative e necessarie
strutture complesse. Questo piano aziendale sembra più soddisfare le componenti di vario genere presenti nel territorio provinciale di Ragusa rappresentandone un “punto di equilibrio”, ma non è questo il compito di una Direzione Generale che programma e gestisce aspetti essenziali di sanità pubblica. Il suo compito è quello di programmare al meglio servizi e attività destinati alla prevenzione, la cura e la riabilitazione dei cittadini.


 


Ma a Ragusa questo sembra un fenomeno marginale e non la direttrice sulla quale muoversi. Una situazione che dispiace oltremodo, perché intacca il lavoro che la sanità regionale, con grande fatica sta portando avanti.


 


Enzo Chilelli
Direttore Generale
Federsanità ANCI

Enzo Chilelli

11 Dicembre 2015

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