Agenas. Corte dei conti: “Nel 2018 avanzo di 6,3 mln ma troppe consulenze e insoddisfacente programmazione delle spese”

Agenas. Corte dei conti: “Nel 2018 avanzo di 6,3 mln ma troppe consulenze e insoddisfacente programmazione delle spese”

Agenas. Corte dei conti: “Nel 2018 avanzo di 6,3 mln ma troppe consulenze e insoddisfacente programmazione delle spese”
Analisi della magistratura contabile sull'esercizio 2018 dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. "Nonostante si riscontri una tendenza al miglioramento nel corso dei successivi esercizi, restano scostamenti significativi tra gli accertamenti e gli impegni a consuntivo e le previsioni definitive di bilancio, indice questo di una ancora insoddisfacente capacità programmatoria” Sono ulteriormente aumentate le uscite, già molto elevate, per le collaborazioni su cui già la Corte aveva richiamato l’Agenzia. IL DOCUMENTO

“A fine 2018, l’avanzo economico d’esercizio raggiunge l’importo di euro 6,3 milioni inferiore peraltro a quello del 2017 (7,5 milioni), conseguenza di un minor saldo positivo della gestione caratteristica. Il patrimonio netto si attesta ad euro 115,88 milioni, superiore del 5,8 per cento rispetto al 2017. Cresce (+8,1 per cento) il fondo di cassa che, al termine del 2018, presenta la consistenza di euro 109,26 milioni. L’avanzo di amministrazione (euro 110,34 milioni) registra anch’esso una crescita del 7,5 per cento”. Sono alcuni dei numeri contenuti nella Relazione della Corte dei conti sull’esercizio 2018 di Agenas il cui Dg Francesco Bevere è stato recentemente rimosso dal Ministro della Salute, Roberto Speranza.
 
“Nel 2018 – si legge – la gestione dell’Agenas è stata caratterizzata da un aumento delle entrate correnti (+9,3 per cento rispetto al 2017) dovuto, in particolare, all’ulteriore crescita dei trasferimenti dalle Amministrazioni pubbliche (+24,2 per cento; nel 2017 l’incremento era stato del 24,8 per cento, dopo la flessione registrata nell’esercizio precedente). Si è, inoltre, registrato un lieve aumento (+0,8 per cento) delle entrate relative alla vendita di servizi (euro 15,95 milioni, rispetto ai 15,68 dell’esercizio precedente), in massima parte connessi all’attività di gestione del sistema nazionale di educazione continua in medicina – Ecm, che resta di gran lunga la principale fonte di finanziamento dell’Agenzia. Le spese complessive hanno segnato un aumento del 10,2 per cento e il saldo finanziario è risultato pari a 7,5 milioni, (6,4 milioni nel 2017)”.
 
Insoddisfacente capacità programmatoria. “Nonostante si riscontri una tendenza al miglioramento nel corso dei successivi esercizi – rileva la Corte -, restano scostamenti significativi tra gli accertamenti e gli impegni a consuntivo e le previsioni definitive di bilancio, indice questo di una ancora insoddisfacente capacità programmatoria, cui l’Ente dovrebbe porre rimedio con un più attento monitoraggio delle effettive esigenze, soprattutto in materia di spese”.
 
Troppi incarichi esterni. “Sono ulteriormente aumentate le uscite, già molto elevate, per le collaborazioni – ammonisce la Corte -. L’ammontare registrato nell’esercizio in esame sfiora i 9 milioni di euro (+15,2 per cento). La Corte ne aveva già sottolineato, nei precedenti referti, l’entità ragguardevole, in termini numerici e monetari, evidenziandone altresì la notevole presenza in diversi settori dell’Agenzia. Pertanto, richiedeva l’adozione da parte dell’Agenas di politiche organizzative che limitassero in modo sostanziale il ricorso agli incarichi esterni e ne definissero in modo chiaro, anche sul sito istituzionale, le tipologie contrattuali. In proposito l’Agenzia ha fatto presente che la rideterminazione dell’organico con il maggior numero di risorse umane consentito dalla legge di bilancio per il 2018 consentirà di limitare il ricorso alle collaborazioni di esperti e di collaboratori esterni, per il cui avvalimento il nuovo regolamento prevede ora specifiche disposizioni. Essendo già iniziate le procedure per il reclutamento del personale previsto nel nuovo organico, questa Corte si riserva di valutare il rispetto di tale impegno già nella relazione per il 2019”.
 
“A fine 2018 – conclude la Magistratura contabile -, l’avanzo economico d’esercizio raggiunge l’importo di euro 6,3 milioni inferiore peraltro a quello del 2017 (7,5 milioni), conseguenza di un minor saldo positivo della gestione caratteristica. Il patrimonio netto si attesta ad euro 115,88 milioni, superiore del 5,8 per cento rispetto al 2017. Cresce (+8,1 per cento) il fondo di cassa che, al termine del 2018, presenta la consistenza di euro 109,26 milioni. L’avanzo di amministrazione (euro 110,34 milioni) registra anch’esso una crescita del 7,5 per cento. Le procedure di riaccertamento attuate dall’Agenzia hanno consentito nel 2018 una sia pur lieve riduzione dei residui attivi che restano, peraltro, preminenti rispetto ai passivi. La Corte auspica che l’Agenzia prosegua nelle iniziative idonee a ridurne la consistenza, compatibilmente con la pratica attuazione dei programmi di ricerca”.

13 Dicembre 2019

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